Alle donne. A quello che non dicono ed a quanto fanno

Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società

Alle donne che arrivano a fine giornata con la schiena un po’ curva, le gambe gonfie e le ginocchia stanche, ma con il cervello incredibilmente attivo, anzi, creat(t)ivo.

A quelle che hanno voglia di scrivere, danzare o disegnare. Cucinare, accudire, leggere e bere.

Alle donne che non si piangono addosso, ma reagiscono, costruiscono ed imparano.

A chi si sente appartenere a queste categorie, va il mio pensiero questa sera.

Mi trovo in quel bellissimo momento del sabato nel quale, nonostante la stanchezza immensa, ho la forza e la voglia di fare, scrivere e condividere. Il sabato è un giorno lavorativo per me molto stancante, sia fisicamente che mentalmente.

Il momento più bello è quando torno a casa e, almeno in estate che c’è ancora luce fuori, posso dedicarmi con il mio compagno, mio figlio e le zanzare ad un’allegra competizione nell’orto.

Competizione… sì avete letto bene.

Le discussioni sono all’ordine del giorno il sabato, perché non essendo contadini esperti ci improvvisiamo, tentiamo, correggiamo, urliamo e ricominciamo ognuno con le sue ragioni.
Questo processo si ripete ogni volta che piantiamo un seme, travasiamo un fiore, raccogliamo un frutto o puliamo il prato. Ogni-singolo-sabato-pomeriggio noi siamo come tre guerrieri in un’arena. Tre ore di fuoco.

Alla fine l’orto, storto e disordinato, prende forma e bene o male a cena ci andiamo sempre sorridendo e sporchi di terra.

E poi eccolo lì… i maschi alpha crollano ed arriva il dopocena solitario.

È adesso che prendono vita i miei pensieri, le idee, i progetti, le speranze e i ricordi. In solitudine, quando tutto è stato fatto, tutti sono tranquilli ed io non devo accudire bambini (piccoli e adulti), entro nel mondo delle meraviglie.

No tranquilli non faccio uso di droghe… lascio semplicemente la mia mente libera e leggera.

Mi disintossico dal rumore, dalle persone, dalle voci e soprattutto dallo stress…

È in questi momenti che penso spesso a noi donne, mamme o meno che siamo.

A quanti strati abbiamo addosso di protezione dall’esterno eppure a quanto è terribilmente facile arrivarci al cuore. Basta passare dagli occhi, che non sappiamo chiudere alla vista.
Quante intuizioni, sensazioni e percezioni impossibili da spiegare.

Troppo spesso ci lasciamo trasportare dalle insicurezze che possono appartenerci dalla nascita o che abbiamo deliziosamente coltivato giorno dopo giorno. Perché un po’ ci piace anche essere masochiste, ammettiamolo.

Troppo spesso non crediamo in noi stesse e nelle nostre reali capacità. Perché atterrate dalle responsabilità, dagli impegni e da chi non crede in noi.

Se tutte le donne (e le mamme soprattutto!) trovassero quell’oretta di solitudine da investire non su Instagram, Facebook o WhatsApp, ma nel silenzio creativo, acquisteremmo ogni settimana almeno un mese di vita in più.

Il mio “silenzio creativo” stasera ha dato vita, non solo a questo post, ma anche a dell’ottimo formaggio homemade!

Tempo impiegato 5 minuti e domani a pranzo con soddisfazione lo servirò d’accompagno a delle polpette di ceci.

Il risultato di questa cosa banale è che mi sento felice.

Quindi donne trovate il vostro formaggio della felicità! Di notte, quando i gatti riposano, i bimbi non vi si accollano, i mariti hanno spento i neuroni e la Luna (quasi piena) vi illumina la casa… trovate il silenzio e la vostra attività preferita.

PROCEDIMENTO

Prendete dello yogurt magro e senza zuccheri, versatelo in un fazzoletto di cotone o lino pulitissimo, legate e mettete a scolare in sospensione su una bacinella (dove si può recuperare il siero che fuoriuscirà).

Il giono dopo troverete nel fazzoletto un formaggio molto simile alla Philadelphia, autoprodotto, economico e buonissimo! Aromatizzatelo come volete, con erba cipollina, spezie o sale…

 

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