Daniela

author (100 Posts)

Orto, consociazione e Solstizio… un tris vincente!

Una casa senza un giardino o un orto è come se fosse incompleta.

A. Bronson Alcott
21 Giugno 2017

Mi piace sbirciare l’orto dai rami degli alberi.
Mi fa sentire come parte di quel mondo fatato, nascosto tra le cortecce e il muschio, le foglie rampicanti e i fiori…

Il mio orto è proprio come me: ingarbugliato e caotico.

L’esperimento della consociazione comunque è andato avanti, non ho utilizzato nessun pesticida nonostante le tantissime formiche e pidocchietti, ho solamente vaporizzato ogni giorno con macerato d’aglio e ortica ed annaffiato tutte le sere al tramonto.

Per una buona consociazione tra le specie i miei pomodori convivono sereni con basilico e fiori di tagete; i cavolfiori con le verze si divertono parecchio accanto alle patate che han stretto amicizia con zucche e zucchine.
Le zucche luffe infoltiscono le foglie accanto alle biete che crescono ribelli… le carote non sono state un granché simpatiche invece.

orto consociativo

orto consociativo orto consociativo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In un angolo remoto si incrociano meloni, melanzane e cocomeri, mentre i fagiolini sonnecchiano sotto il pero e l’ulivo, lentamente vengono su…

Non sono stata molto fortunata con le stagioni, il gelo prima e ora la siccità stanno mettendo a dura prova la mia pazienza ma Madre Natura ha voluto comunque regalarmi i suoi frutti con mia grande soddisfazione, proprio durante il Solstizio!

Oggi ho raccolto i primi pomodori e li ho conditi con olio, aglio e basilico tutto di produzione propria.

Pomodori piccini ma con il sapore dell’autenticità e della fatica… con questo contorno semplice la mia casa si è riempita del profumo dell’estate. Sì, ne è valsa la pena!

 

 

 

 

 

 

 

 

Piccola riflessione:

Oggi è un giorno importantissimo per chi ama la Natura. Il Solstizio estivo è un giorno di Luce, di apertura e chiusura di cerchi, progetti, idee, situazioni… i veli tra i mondi si fanno sottili e chi ha la capacità di “sentire” se ne accorgerà… buona estate!

Dall’orto alla tavola, passando per ricordi antichi…

Se accanto alla biblioteca avrai l’orto, non ti mancherà nulla.

Marco Tullio Cicerone

Nonostante gli sbalzi di temperatura e il gelo che nel mese scorso ha distrutto gran parte dell’orto, alcune piante sono riuscite a sopravvivere con mia grande soddisfazione!

Passeggiando questa mattina ho raccolto un po’ di fave e pisellini, qualche foglia di bieta e un po’ di menta romana selvatica (anche detta mentuccia). La ricetta è molto semplice e veloce e permette di cucinare in poco tempo un piatto gustoso e saporito…

PROCEDIMENTO

Lavate bene tutti gli ortaggi, le quantità sono a piacere, abbondate pure con ciò che vi piace di più! io ho messo fave, piselli piccoli e bieta. 

In una casseruola mettete a soffriggere un po’ di cipolla, carote e sedano in un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva.

Quando il soffritto sarà pronto ed il profumo avrà conquistato la cucina, aggiungete le foglie di mentuccia, le fave, i piselli e fate cuocere un paio di minuti a fuoco allegro.

A questo punto aggiungete la bieta tagliata grossolanamente ed aggiustate di sale e pepe.

fave fresche
Fave fresche
bieta fresca
Bieta fresca

 

 

 

 

 

 

 

Soffritto con menta romana
Soffritto con mentuccia
Fave piselli e bieta
Fave, piselli e bieta

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbassate il fuoco e fate cuocere lentamente, aggiungete una tazzina di acqua (oppure brodo vegetale) se vedete che i legumi si stanno asciugando troppo.
Quando noterete che le fave avranno cambiato colore, passando dal loro verde acceso ad un tono più grigio, saranno pronte!

Questo è un piatto molto antico e povero, le mie nonne lo cucinavano sempre al rientro dal lavoro nei campi, dava loro l’energia necessaria per affrontare tutta la giornata! Oggi potremmo considerarlo un piatto unico, oppure un contorno corposo. Io lo preferisco poco tiepido, quasi freddo e l’ho accompagnato ad una insalatona mista di lattuga, pomodori, mele e semi di girasole!

 

Piatto unico fave e piselli

CONSIGLIO GOLOSO!

Per trasformare questo piatto in un primo delizioso, cuocete della pasta corta al dente, una parte dei legumi frullateli con il minipimer aggiungendo un filo di olio extravergine di oliva.
Saltate la pasta ai legumi rimasti ed aggiungete alla fine quelli frullati.
Mantecate con una spolverata di pecorino romano ed un pizzico di finocchietto selvatico!

 

Acqua di rose… è sempre un piacere!

Ma chi non osa afferrare la spina non dovrebbe mai desiderare la rosa.

Anne Bronte

04 Maggio 2017

Guardando le prime rose che sono spuntate in giardino, anche quest’anno ho deciso di dedicare un po’ di tempo alla preparazione dell’acqua di rose.
Non ci vuole molto: petali, acqua e qualche contenitore di vetro… ma se volete sapere ancora più velocemente come si fa, c’è il mio video, dura poco più di 1 minuto!!

VIDEO TUTORIAL ACQUA DI ROSE

Per esperienza posso dire che l’acqua di rose è un prodotto tanto semplice quanto straordinario. Buona sia come tonico per il viso, ma anche per la pulizia della pelle di adulti e bambini. Rinfresca, tonifica, è naturale e delicata…

A parte petali ed acqua io non metto nessun conservante, quindi ne preparo una quantità che so di poter consumare entro una settimana al massimo. Se volete però far si che duri di più potete aggiungere un paio di cucchiai di alcool alimentare 95 gradi oppure del conservante per cosmetici (per questa dose circa 50 gocce). Altrimenti fate come me, preparatene solo lo stretto necessario così che avrete sempre acqua di rose fresca e zero sprechi!

acqua di rose

Procedimento

La proporzione che utilizzo io è di 2/3 di petali freschi (ovviamente non trattati!) ed 1/3 di acqua calda.

Mi sono trovata bene con queste quantità perché ottengo un prodotto delicato e profumato al punto giusto. Potete aumentare i petali o diminuire l’acqua per un prodotto più concentrato… considerate anche che tutto dipende dal tipo di rosa, io utilizzo quelle che ho in giardino e che sono le prime che sbocciano tra aprile e maggio, di un colore magenta molto intenso!

Una volta raccolti i petali, meglio se al mattino, preferendo i boccioli grandi già fioriti ma non appassiti, raccogliendoli con delicatezza senza distruggere l’intero fiore… dicevo… raccolti i petali, li pulisco da insetti e sporcizia, li metto in un bel contenitore di vetro resistente alle alte temperature ed aggiungo l’acqua, molto calda ma non bollente.

Acqua di rose fatta in casa

Mescolo e chiudo ermeticamente il contenitore, lasciandolo così per tutta una notte. Al mattino filtro i petali strizzandoli per bene… noterete che avranno perso il loro colore e sentirete il profumo inebriante delle rose per tutta casa!

acqua di rose

Il liquido lo passo quindi in un contenitore di vetro pulito, oppure in apposite boccettine, ovviamente tutto ben sterilizzato precedentemente.
I petali li uso per alimentare le mie compostiere! Non si spreca mai nulla…

Una delle sensazioni più belle per chi ama la Natura è infatti riuscire ad utilizzare i frutti della terra in modo delicato, magari rientrando a pieno in un circuito utile per l’uomo, ma contemporaneamente rispettoso per l’ambiente.

A COSA SERVE

Utilizzo quest’acqua per lavare il viso al mattino ed alla sera come tonico, oppure per una pulizia profonda con dei dischetti di zucca luffa, che fanno effetto scrub! Vi parlerò di questa scoperta meravigliosa prossimamente… comunque vanno bene anche dei dischetti di cotone, l’importante è idratare poi la pelle con una buona crema.

CONSIGLIO

Se allo stesso procedimento aggiungete qualche foglia di salvia e menta appena raccolte, l’acqua di rose sarà ancora più rinfrescante!
Ho trovato molto buona quest’acqua anche per la pelle delicata dei bambini, infatti la utilizzo spesso dopo il bagnetto o dopo il cambio pannolino di mio figlio… lui sembra proprio gradire!

Buona acqua di rose a tutti!

Orto e consociazione: pomodori e basilico, la coppia perfetta!

Aprile è il mese in cui Madre Natura indossa il suo vestito più bello e sfila per le strade del nostro bel paese…

Se vi guardate intorno infatti noterete un verde più acceso ovunque, nei parchi o per le campagne.

Fiori e piante si muovono adesso in pompa magna per fare presto spazio ai gustosi frutti estivi.

frutti ciliegio
Il ciliegio si prepara, dopo i fiori bianchi arrivano i primi timidi frutti!
albero fichi frutti
Anche i primi fichi iniziano a spuntare…

Dai mandorli alle pere, dai ciliegi alle lavande nel mio orto-giardino è finalmente sparito l’arido paesaggio invernale lasciando il posto ad un allegro quadro di colori.

La cosa che mi rende più felice è il rumore laborioso delle api che vengono ad apprezzare il nettare di tutti i fiori selvatici o coltivati che ho sparsi in giro… in un caos che mi contraddistingue!

Api sui fiori

Le vedo indaffarate passare dai petali bianchi dei peri a quelli rosati delle mele cotogne, per poi continuare le danze tra le margherite e la lavanda. Chissà che buon miele stanno per produrre…

Api sui fiori

Nel frattempo che gli alberi si preparano a far sbocciare i loro frutti, nel mio orto è tempo di pensare alle piante aromatiche ed ai fiori giusti da mettere accanto a pomodori, zucche, legumi ed insalate varie. Per sperimentare la consociazione tra specie tra poco pianterò basilico e salvia, fiori di tagete e girasoli!

Il basilico accanto ai pomodori donerà loro più sapore e terrà lontani gli insetti confondendoli con il suo profumo. È esattamente come a tavola quando prepariamo una fresca caprese!

Piantina di pomodori
Piantina di pomodori

Anche la menta, il prezzemolo e il rosmarino aiuteranno come antiparassitari naturali, oltre al macerato di aglio fatto in casa che è perfetto per tenere alla larga cimici, lumachine e pidocchietti vari (ne ho parlato in questo articolo). In fine, se riuscirò a piantare i girasoli sul bordo dell’orto attirerò farfalle, api e magari terrò lontano qualche uccello troppo goloso!

Rosmarino
Salvia

Per non rischiare aspetterò ancora qualche giorno, dato che si prevede un calo delle temperature in settimana… nel frattempo raccolgo l’insalata che è già grande, qualche cipollotto fresco e mi preparo un pranzo dal sapore quasi estivo!

Insalata fresca

Orto e consociazione… non ne so nulla, ma ci provo! – parte I

Se accanto alla biblioteca avrai l’orto, non ti mancherà nulla.

Cicerone
22 Marzo 2017

Ci siamo. È realmente arrivata la primavera!

Sono mancata un po’ dal blog perché in questo periodo ho lavorato alla realizzazione di un progetto abbastanza impegnativo, soprattutto per me che sono partita da quasi zero! Se siete curiosi di sapere come realizzare un orto con una logica di consociazione tra specie diverse, piccolo o grande che sia, questo è l’articolo giusto da cui partire!

Orto da zero… a sotto zero

Con uno spazio di circa 400 metri quadrati, tanti libri, internet e i preziosi consigli di chi ne sa sicuramente molto più di me, ho iniziato questa avventura.
Vorrei avere un orto dove sperimentare la consociazione, ovvero la convivenza pacifica tra specie di verdure, spezie, fiori diverse che possano fortificarsi e migliorare la qualità del raccolto a vicenda, senza l’uso di strumenti artificiali o chimici.

Ho cominciato preparando il terreno con una vangatura abbastanza profonda, soprattutto dopo i giorni di freddo immenso che abbiamo avuto a gennaio e febbraio. Per smuovere bene la terra è necessaria una vanga (se lo spazio è piccolo) oppure una motozappa o trattorino.

Vangatura

Quando le temperature scendono sotto lo zero il gelo penetra nella terra e la spacca creando delle zolle, il che è un bene perché approfittando poi della prima bella giornata di sole con poca umidità, vangare la terra è un piacere!
Gennaio è stato il mese in cui ho ristrutturato gli strumenti necessari a questa avventura contadina, quindi una volta recuperate vecchie zappe, rastrelli, cariole e vanghe ho sistemato un piccolo angolo per la rimessa degli attrezzi ed iniziato a progettare una mappa dell’orto con tutto ciò che avrei voluto piantare.

Avendo come obiettivo massimizzare l’autoproduzione ed il rispetto per i ritmi della Natura, ho pensato che recuperare un pollaio e allargare la famiglia con qualche gallina, fosse una buona idea per poter dare un senso agli scarti della verdura ed iniziare anche con la produzione di compost naturale.

Pulizia pollaio
Pulizia pollaio
Concime naturale
Concime naturale

È consigliabile, prima che arrivi il troppo caldo, fertilizzare il terreno soprattutto alla base di ulivi e alberi da frutto. Ovviamente non avrei mai pensato di utilizzare qualcosa di chimico, così grazie alla quotidiana pulizia del pollaio (da cacche e scarti di cibo) e grazie anche alla gentile concessione di un allevatore di bufale (non vi dico la gioia quella mattina: io, una pala dell’anteguerra, secchi vuoti e tanta cacca…) mi sono fatta una bella scorta di concime naturale che ho mescolato alla terra; seguendo poi i consigli dei contadini ad inizio febbraio ho piantato i primi semi!

Concime naturale

Fave e piselli, che resistono al freddo, sono stati i primi ospiti del mio orto, mentre a carnevale (quest’anno a fine febbraio) è stato il turno delle patate.

fave
Fave
Piselli
Piselli

Marzo e la sua temperatura più mite ha accolto vari tipi di insalate, carote, pomodori, zucchine, zucche, cetrioli e melanzane (ho trapiantato direttamente le piantine) ed ho seminato a pieno campo cicoria e spinaci.

Piantina di melanzana
Piantina di melanzana

Questo è solo l’inizio! Come dicevo nel progetto del mio orto seguirò una logica di consociazione, che vuol dire far crescere vicine delle specie di piante che possano trarre beneficio le une dalle altre rispettandosi… se siete curiosi leggete anche il prossimo articolo, se avete consigli scrivetemi ed incrociate le dita con me!

Il sale fa bene! Se guardato sotto una “luce” diversa…

Lavorate in luoghi chiusi, con aria condizionata e computer? Oppure in casa siete circondati da TV, modem, elettrodomestici, cellulari e avete spesso emicrania, cattivo umore e spossatezza?

Ebbene mi son messa alla ricerca della soluzione a questo comune “problema” e l’ho trovata proprio nel sale… se trasformato in una bellissima lampada!

lampade di sale rosa
Lampade di sale rosa

In particolare parliamo di sale rosa dell’Himalaya, molto utilizzato sia in cucina che nella cromoterapia. Con il loro colore tenue ed ambrato infatti le lampade di sale rosa diffondono una luce soft e rilassante, in grado di attenuare stress ed ansia e donare una sensazione generale di benessere.
Queste sculture naturali nascondono delle proprietà benefiche per il nostro organismo, sono in grado di rendere l’aria dell’ambiente in cui si trovano molto più salubre eliminando innanzitutto umidità e quindi rischio di muffe e trasformando gli ioni positivi in negativi, un processo che riduce i danni delle cariche elettromagnetiche. Non a caso molti le tengono sulla scrivania accanto al computer oppure vicino ai televisori…

benefici-lampada-sale-himalaya

Perché fanno così bene?

È ormai risaputo che nei luoghi in cui l’aria non viene cambiata spesso, dove si fa uso di condizionatori e si trovano anche apparecchiature elettroniche, c’è una densità maggiore di ioni positivi che sono causa a lungo andare di malesseri come stress, emicranie, abbassamento del sistema immunitario fino anche alla depressione.

Posizionare in questi luoghi delle lampade di sale ci aiuta a risolvere in gran parte il problema, poiché la salgemma è uno ionizzatore naturale in grado di riequilibrare gli scompensi in poche ore.

lampade-di-sale

I luoghi dove c’è maggiore concentrazione di ioni negativi (quindi buoni per l’organismo) si trovano ovviamente all’aperto, in particolare nei pressi di spiagge, cascate, torrenti e aperta campagna. Dato che non tutti hanno la fortuna di vivere costantemente in questi luoghi meravigliosi, la soluzione è attrezzarsi per portare un po’ di brezza in casa!


Avete presente la bella sensazione che si ha ad esempio respirando a pieni polmoni dopo un temporale? Questo accade perché l’aria è appunto ionizzata in negativo e pulita ed è la stessa sensazione che si può ottenere con questi gioielli regalati dalla Natura.

images_foto_articoli_medicina-alternativa_haloterapia-grotte-sale-benefici-controindicazioni

Acquistale oppure fai da te che è meglio!

Le lampade di sale si trovano tranquillamente nei negozi di arredamento ma anche online, i costi vanno da un minimo di 15-20 Euro per quelle più piccole, a salire. Se avete però fantasia e tempo a disposizione si possono realizzare in casa, in un modo davvero semplice ed economico!

Come sempre per Naturalino cerco la soluzione più autoproduttiva e green, così navigando nel maremagnum del web ho scoperto che dei bei pezzi di sale rosa dell’Himalaya si possono acquistare a prezzi molto contenuti (meno di 5 Euro per un pezzo da un paio di kg) nei reparti dedicati all’equitazione, ad esempio da Decathlon.

Pezzo di sale rosa dell'Himalaya
Pezzo di sale rosa dell’Himalaya preso nel reparto di equitazione di Decathlon – altezza circa 20 cm

Non sono esperta nel campo, ma pare che queste “caramellone” salate siano molto apprezzate dai cavalli, hanno esattamente la forma che occorre per una lampada media ed anche un foro centrale.

Il sale rosa sprigiona ioni negativi quando è surriscaldato, quindi è necessario inserire all’interno del foro un piccolo portalampada (possiamo riciclarne uno da una vecchia abat-jour o acquistarlo con pochi Euro), oppure utilizzare semplicemente una candela.

Pezzo di sale rosa dell'Himalaya preso nel reparto di equitazione di Decathlon

La lampada va lasciata accesa almeno per 5-6 ore consecutive, possibilmente dopo aver arieggiato la stanza. Noterete nei giorni successivi una diminuzione dell’umidità e, nel tempo, un miglioramento generale della salute e dell’umore.
Inoltre se osservate ogni pezzo di sale è unico ed ha delle forme, dei riflessi e dei dettagli particolari… con un oggetto molto semplice creerete dei punti luce davvero belli in casa o in ufficio. Provare per credere…

La strega di Biancaneve faceva prima ad andare al supermercato.

Anche se sapessi che la fine del mondo è per domani, io andrei ancora oggi a piantare un albero di mele.

Lutero
14 Gennaio 2017

Il mio blog è nato per la voglia di condividere consigli e abitudini che sperimento in prima persona e dei quali penso possano essere d’aiuto a chi vuole migliorare il proprio stile di vita. Non ho mai scritto articoli di denuncia diretti a prodotti o modus vivendi che non condivido, perché penso che ognuno sia libero di mangiare, bere, vivere e morire come vuole. Tutto sommato dopo il mio incontro ravvicinato con un frutto probabilmente modificato, snaturato ma facilmente alla portata delle nostre tavole, credo che certe informazioni vadano per forza condivise per il bene comune.

Questo quindi sarà un articolo diverso dagli altri, sicuramente lungo da leggere, ma necessario da scrivere.

Storia triste di una mela immortale.

Cari lettori e lettrici di Naturalino, avete presente quante varietà di mele esistono sul mercato?
Beh sappiate che da oggi ce n’è una nuova: “la mela immortale”!

Era una calda mattinata di settembre (4 mesi fa) quando una mela bellissima dal colore rosato giunse in casa portata in dono. Accolta con un po’ di indifferenza insieme ad altra frutta, ella andò timidamente rotolando nell’angolo più remoto della dispensa, lucida e silenziosa nella speranza di non esser troppo notata.

Portava fiera sul petto un bollino bianco e verde, a garanzia dell’alta qualità biologica di una delle più famose catene della grande distribuzione italiana, sinonimo quindi di affidabilità.

mela immortale

Passarono i giorni, che diventarono mesi ed ella nel suo fresco angolino attese.

Arrivò l’inverno e tra un cambio e l’altro nella dispensa ci accorgemmo di quel nascondiglio… la rosea mela così come era arrivata, era rimasta. Lucida e brillante, non un ombra di vecchiaia sfiorava la sua pelle, un buchino, una macchia, il cedere all’età… nulla.

Incuriosita da questo apparir perfetto, ho diviso la mela in due immaginando fosse marcia dentro (dopo 4 mesi!) ma la sua polpa era candida e fresca, il profumo buono e i semi intatti.

Sgomento.

Lascio le due metà sul tavolo ed esco. Al rientro, dopo circa 4 ore, era tutto come avevo lasciato… nessun accenno di annerimento per via dell’ossidazione che normalmente accade, nessun cedimento.

mela

La mela di Biancaneve probabilmente sarebbe stata più sana di quella che avevo io davanti agli occhi.

La triste storia di una mela che viene spacciata per biologica, sicura e di qualità finisce lì, nella pattumiera.

La mia riflessione è che se vogliamo davvero dare un senso a ciò che mangiamo, facciamo uno sforzo in più e torniamo a fare la spesa dai piccoli fruttivendoli, che spesso hanno anche prodotti propri.

Se un frutto non è di stagione non compriamolo.

Se siamo costretti dagli impegni a fare la spesa della settimana in un giorno solo, troviamoci quei 2-3 punti sicuri dove sappiamo di poter acquistare davvero cose buone, invece di riempire il carrello in un super-iper-mercato di mele finte.

frutta-di-plastica-13202674-1

Affidarsi alle belle parole di spot che millantano qualità e responsabilità serve solo a spegnere la nostra capacità decisionale. Non farò il nome dell’azienda solamente perché questo credo sia una costante comune a tutto il mondo della GDO. La stessa mela che è arrivata a me è venduta in tutti gli altri supermercati, cambia solo il bollino che porta il nome della catena.

apples-in-the-supermarket

Sicuramente i prodotti chimici con cui queste mele sono trattate rispettano le normative europee, ma non sappiamo quanto siano davvero innocui per la salute… quindi se posso scegliere, evito! A tal proposito ecco un interessante articolo dell’Esperesso a riguardo.

In compenso, motivata da questa brutta esperienza, sotto consiglio di un’amica ho trovato un piccolo fruttivendolo autonomo a pochi km da casa. Da lui ho acquistato delle mele buonissime di produzione propria che non solo hanno un sapore intenso… ma marciscono pure se lasciate troppi giorni incustodite!

Buona riflessione a tutti.

La felicità è nelle cose semplici: farinata di ceci per tutti!

Impara a cucinare, prova nuove ricette, impara dai tuoi errori, non avere paura, ma soprattutto divertiti.

Julia Child

Quando avete voglia di un antipasto (ma anche di un primo…) gustoso e semplice provate a preparare una farinata di ceci!

farinata di ceci
Farinata di ceci

Per via di alcuni accorgimenti che bisognava avere per rispettare la ricetta originaria ligure, non l’ho mai cucinata, fino a quando mi son detta che potevo pure azzardare una versione meno “pura”, tanto per provare… beh il risultato è stato così buono che ho replicato per due giorni di fila! Ecco la mia versione.

Ingredienti

200 grammi di farina di ceci

600 ml di acqua

6 grammi di sale

30 grammi di olio extravergine di oliva

Preparazione

La farinata va fatta riposare 6-8 ore quindi io l’ho preparata intorno alle 11 della mattina per averla pronta per cena.

In una ciotola setacciare la farina di ceci che essendo l’ingrediente principe di questo piatto è ovviamente auspicabile che sia di ottima qualità. Aggiungere l’acqua lentamente mescolando bene in modo che non si formino dei grumi.

farinata1

Aggiungere il sale e lasciare riposare coperto. Dopo un’oretta aprire e togliere la schiuma che si sarà formata in superficie, mescolare di tanto in tanto. Un’ora prima di infornare rimescolare tutto bene.

farinata

Con il forno caldo a 250 gradi (di più se possibile) versare l’olio sulla teglia che nella preparazione originaria dovrebbe essere di rame, io ho usato una normale teglia da forno. Abbiate cura che tutta la superficie sia oleata uniformemente.
Tenere la teglia per un minuto nel forno caldo facendo molta attenzione che l’olio non bruci!

Una volta calda estrarla e versare l’impasto della farinata mescolandolo all’olio.
A questo punto si può infornare per 20 minuti a 250 °C e se possibile ulteriori 5 minuti alla fine in funzione grill. La farinata sarà pronta quando la superficie sarà dorata e croccante.

farinata-di-ceci-5

Potete mangiarla così com’è oppure accompagnarla con verdure, salse, rosmarino o una spolverata di pepe!

Buon appetito!

Tra Scandinavia e Italia: quando il design in cucina si tinge di green!

Noi amanti della cucina a 360 gradi; noi che tra un fornello acceso, una pentola che borbotta e un dolce nel forno riversiamo la nostra creatività in questo luogo ricco di alchimia e amore.

foto_cucina

Quante volte ci vantiamo di preparare raffinatezze biologiche, super-green e con ingredienti selezionati senza però far troppo caso agli strumenti che utilizziamo per cucinarle?

Avete mai pensato a quanta plastica o carta si produce in cucina tra accessori, utensili, confezioni che di solito acquistiamo senza prestare particolare attenzione? Barattoli, strofinacci, scatoline e scatolette… escluso qualche caso eccezionale se ci pensate bene per il nostro uso quotidiano in cucina siamo circondati da oggetti il più delle volte di provenienza industriale (quindi 9 volte su 10 di plastica) e non ci accorgiamo che molti di essi potrebbero essere sostituiti con cose artigianali che hanno un impatto più basso sull’ambiente.

Con questa idea in mente ho girovagato in cerca di regali e mi sono imbattuta in uno store online molto particolare chiamato Frän Designs. Un vero colpo di fulmine!
Con gli occhi a forma di cuore ho spulciato lo store ed ho trovato degli accessori per la cucina originali ed in linea con la mia filosofia green.

frandesigns-apple

Zero plastica, design raffinato ma economico, produzione a basso impatto ambientale e 100×100 riciclabile!

frandesigns-logo

Incuriosita ho voluto approfondire, così ho chiesto alla creatrice di questo progetto – Francesca Miele, di raccontarmi di cosa si tratta nello specifico. Quello che ho scoperto mi ha aperto un mondo fatto di tessuti antichi, oggetti semplici, stampe ecologiche, creatività scandinava e calore mediterraneo.

 

Francesca Miele ideatrice di Fran Designs
Francesca Miele ideatrice di Fran Designs

Godetevi l’intervista, spero possa ispirare anche voi…

Chi è Frän Designs?
Frän Designs nasce 5 anni fa dalla passione per il design scandinavo anni 50 e l’amore per la cucina (ho una collezione di ceramiche proprio di questo periodo che cresce ogni giorno, in parte ereditate ed in parte trovate nei vari mercatini in giro per il mondo).

Cosa proponi di innovativo? Quale è la particolarità dei tuoi prodotti?
Progetto, disegno e realizzo tessuti, accessori e stampe dedicate ad uno dei luoghi per me più importanti della casa, quello dove ogni giorno creatività e chimica si uniscono, ovvero la cucina.

Cucinare non è solo espressione di se stessi ma anche e soprattutto un atto d’amore, il più antico che esista, forse proprio pensando a questo ho voluto creare una linea di accessori che potessero rendere questo momento ancora più bello.

frandesigns-stampella

Da dove nasce l’idea e questa passione?
La linea prende ispirazione da tante cose, c’è la passione per il design nordico mischiato con i ricordi della dispensa della zia, dove tutto era conservato in sacchetti di juta o di lino. C’è l’attenzione nel voler creare un prodotto che duri anni, che sia riciclabile e soprattutto che non inquini.

Quali materiali utilizzi e perché i tuoi prodotti hanno basso impatto sull’ambiente?
I materiali che utilizzo sono principalmente il lino puro, ma anche cotone, canapa, tutti tessuti belli da vedere, versatili e soprattutto resistenti e riciclabili.

Per la stampa delle stoffe, mi rivolgo a thecolorsoup, una start up italiana che utilizza una tecnica di stampa che permette un consistente risparmio dell’energia e dell’acqua utilizzata e la riduzione fino al 25% delle emissioni di CO2, rispetto al metodo classico di stampa che generalmente viene utilizzato dalle grandi aziende.

frandesigns-wheat

Cosa pensi del mercato italiano sul settore “ecologico”?
Su questo punto mi piacerebbe soffermarmi un momento di più perché penso sia importante sottolineare alcuni concetti. Anche se non sembra, in questi ultimi anni, l’attenzione all’ambiente nel nostro paese è nettamente migliorata. Abbiamo iniziato nell’intimità della nostra casa cercando di ridurre lo spreco del cibo, accendendo il riscaldamento solo quando serve, utilizzando detersivi poco inquinanti, fino ad arrivare alle piccole/ medie attività che hanno fatto della filosofia “green” una realtà che vivono e che diffondono con i loro prodotti.

Dove possiamo trovare i tuoi bellissimi prodotti?
Ho aperto da poco uno shop su Etsy (frandesignstore.etsy.com) dove si possono vedere ed acquistare i miei prodotti.

etsy-frandesigns
Store Online Etsy

Chiudiamo l’intervista a Frän Designs con una citazione di Seneca a cui Francesca Miele è legata, e le auguriamo di riempire presto le cucine con le sue creazioni genuine e sfiziose!

La fortuna non esiste, esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione.” (Seneca)

Colazione con frutta e crepes d’avena… a dieta ma con gusto!

Avete voglia di una colazione o di una merenda golosa senza rinunciare al lato “sano”?
Da una settimana sto seguendo una dieta per rimettermi in forma dopo la gravidanza e per non togliermi il gusto di una buona e ricca colazione ho deciso di sperimentare queste crepes fatte con la farina di avena.

Vi posso assicurare che, nonostante siano molto leggere e poco caloriche, abbinate a frutta fresca e miele hanno un gusto eccezionale e saziano molto!

crepes farina avena

Per realizzarle ci vuole davvero poco tempo e pochi ingredienti…

INGREDIENTI

  • 100 ml di albume

  • 30 gr di farina d’avena

  • 1 cucchiaino di cannella in polvere

PROCEDIMENTO

Mescolare i tre ingredienti fino a formare una pastella liscia e senza grumi. Scaldare una padella o una piastra per crepes, versare una quantità di pastella sufficiente a coprire tutto il fondo e cuocere un minuto circa per lato.

crepes farina avena banana

crepes farina avena banana

Queste crepes (o finti pancakes!) sono ottime con frutta fresca e miele, ma anche con marmellate e creme… Io le preferisco con la banana oppure mela ripassata in padella con cannella e limone!

crepes farina avena e mela
crepes farina avena e mele

 crepes farina avena mela

Buon appetito!