Daniela

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Una caccia al tesoro alternativa: alla ricerca di erbe spontanee!

Avete mai passeggiato in campagna in questo periodo? Colori, profumi, suoni… la Natura si tinge di giallo, verde, oro e come un quadro meraviglioso mostra tutta la sua bellezza in ogni centimetro di spazio!

 

Autumn Palette

In autunno mi diverto a sbirciare tra i prati, sotto gli alberi e cercare quelli che io chiamo “doni di Madre Natura”, ovvero erbe spontanee e selvatiche che, se si è in grado di riconoscere, possono arricchire le nostre tavole e soprattutto la nostra salute!

Quello delle erbe è un viaggio lunghissimo e non è con un articolo di un piccolo blog che si può affrontare, ma voglio portarvi qualche minuto con me nel mio giardino e farvi vedere in pochi minuti cosa ho trovato di buono e come l’ho utilizzato…

Cicoria e Tarassaco

Quante volte viene acquistata questa verdura al supermercato, fresca o congelata? Eppure c’è la sua cugina “selvatica” che è una vera e propria ghiottoneria e non è così difficile da trovare nei prati!

La cicoria nella versione spontanea si presenta come una piantina piccola e schiacciata a terra. Bisogna saperla riconoscere perché è molto simile a tante altre erbe che però non sono molto buone da mangiare.

Qui ho fotografato cicoria e tarassaco, chiamato dalle mie parti “pisciacane o piscialletto” per le sue note proprietà depurative.

Cicoria selvatica
Cicoria selvatica

Del tarassaco in erboristeria si usano molto i fiori per infusi e tisane che aiutano appunto nel drenaggio dei liquidi.

Tarassaco
Tarassaco

È sufficiente raccogliere queste piantine, privarle delle foglie rovinate e della radice, pulirle bene dalla terra e lessarle in acqua bollente. Si usa ripassarle in padella con un soffritto di aglio e peperoncino. Il sapore è molto più deciso e la consistenza delicata, se non l’avete mai provata la cicoria selvatica sarà una vera e propria scoperta per il vostro palato!

Mentuccia

Una volta caduta a terra anche solo una fogliolina di mentuccia, non ve ne libererete mai più!

Mentuccia
Mentuccia

Questa pianta aromatica è capitata nel mio giardino probabilmente per “contagio” ed è stata poi una vera e propria invasione! La mentuccia è una spezia tipica del centro Italia, molto usata nella cucina romana. Personalmente la adoro! Il suo aspetto è molto simile alla menta, ma più piccola, ecco forse perché “mentuccia”. L’odore è inconfondibile, basta anche solo calpestarla per esserne inebriati. É molto buona essiccata per arricchire salse al pomodoro, oppure fresca esalterà il sapore di carciofi, insalate e verdure arrosto!

Origano

Si presenta a cespugli che possono diventare anche molto grandi, in primavera poi quando fiorisce sarà un trionfo di fiorellini!

Origano
Origano

Come la mentuccia anche l’origano si può trovare selvatico per la campagna, oppure possiamo trapiantarlo comodamente sul balcone. La fa un po’ da padrone nella cucina mediterranea assieme al basilico ed al rosmarino, si usa principalmente essiccato.

Si possono raccogliere sia le foglie che le infiorescenze in qualsiasi periodo, anche se tra giugno e settembre, quindi in piena fioritura, darà il meglio di sé come sapore!

Viene adoperato in cucina per arricchire piatti a base di pomodoro come salse, insalate estive, sughi…

Malva

Questa è una pianta spontanea straordinaria sulla quale ci soffermeremo in futuro per un articolo specifico.

Malva
Malva

Più che in cucina la malva si conosce come rimedio erboristico, basti pensare che in antichità veniva denominata “omnis morbi” ossia il rimedio per ogni male. Della malva si utilizza tutto: fiori, foglie e radici utili per fare tisane, infusi e decotti a seconda di ciò che ci occorre curare.
Questa pianta spontanea meravigliosa ci può aiutare a combattere cistiti, gastriti, problemi influenzali, irritazioni cutanee, reflusso esofageo e problemi di colon irritabile.

Quando farete la prossima passeggiata in campagna portate un cestino e aguzzate la vista!

Buona raccolta!

Il deodorante è d’obbligo, anche se fa freddo… meglio se fatto in casa!

L’argomento di cui parlerò in questo articolo può creare stupore a molti, titubanza a qualcuno e indifferenza dopo le prime righe a (spero!) pochi.
Avete mai pensato di autoprodurre un deodorante?

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Riflettiamo. Tutte le mattine e tutte le volte che facciamo una doccia durante la giornata, riempiamo la nostra pelle di prodotti esterni spesso acquistati velocemente al supermercato o in profumeria.

Tra struccanti, tonici, creme viso, creme corpo, shampoo, bagnoschiuma, balsami, deodoranti, abituiamo la pelle ad assorbire una serie infinita di sostanze, tra le quali molte sono decisamente inutili o addirittura dannose.

Il deodorante va a contatto con una delle parti più delicate del nostro corpo, dove normalmente proliferano batteri e cattivi odori e noi, giustamente, cerchiamo di eliminarli.
Beh… purtroppo non tutti lo fanno!

L’acquisto di un buon deodorante prevede una spesa di almeno 3 Euro, ma il costo può alzarsi di molto se andiamo su brand importanti e che vantano caratteristiche miracolose (idratano, proteggono, non fanno sudare, profumano non profumando, non usano alcool ecc…).

In realtà basterebbe così poco per prendersi cura delle nostre ascelle e della corretta e quotidiana loro igiene… nello specifico 10 centesimi!


Io ho fatto una prova dopo aver sperimentato un po’ di ricette scovate in internet su altri blog e siti dedicati all’autoproduzione e la soluzione è molto più semplice di quello che pensavo: il bicarbonato di sodio!

bicarbonato

Il bicarbonato di sodio si può acquistare ad un prezzo bassissimo in qualsiasi alimentari. Se messo in contatto con l’acqua ad un livello di saturazione massimo, ha la capacità di generare un ambiente salino utile ad evitare la proliferazione di batteri, è un po’ il principio della salamoia!

L’elevata tensione ionica impedisce la crescita batterica… semplice no?

Questo vuol dire che già basterebbe la giusta dose di acqua e bicarbonato per evitare batteri e quindi cattivi odori, ma volendo possiamo anche ottenere di più!

Ingredienti e strumenti

Deodorante fai da te

– 100 ml di acqua distillata

– 10 gr di bicarbonato di sodio

– 5 gocce di tea tree oil

– Contenitore spray sterilizzato in acqua bollente

Preparazione

Lasciar sciogliere il bicarbonato nell’acqua fino a che non si sarà creata una posa sul fondo.

Acqua satura di bicarbonato
Acqua satura di bicarbonato

Filtrare la parte liquida in un contenitore.

Contenitore spray riciclato, lavato e sterilizzato
Contenitore spray riciclato, lavato e sterilizzato


Già questa soluzione sarebbe sufficiente come deodorante, se vogliamo arricchirlo possiamo aggiungere 5 gocce di Tea tree oil, un ottimo antisettico e antibatterico.

Attenzione! Il Tea Tree Oil ha un odore tipo canfora, quindi se vi disturba evitate pure di usarlo oppure sostituitelo con o.e. alla lavanda.

Se aggiungiamo l’olio essenziale sarà necessario agitare bene la soluzione prima di usarla, dato che ovviamente acqua e olio tenderanno a separarsi. Quindi prima di spruzzare, agitare bene!

Deodorante fai da te

Addio cattivi odori… e benvenuto risparmio! Provare per credere…

Invasi dalle cimici verdi? Niente paura, abbiamo trovato il rimedio!

Sono piccole, tante, imprevedibili, rumorose e puzzose. Esatto stiamo parlando delle odiatissime cimici verdi che invadono le nostre case in autunno.

repellente naturale cimici verdi

Questi poveri insetti sono probabilmente i secondi odiati dagli uomini dopo le zanzare, non fanno niente di male, anzi sono praticamente innocue, ma ammettiamolo: sarebbe bello poter stendere i panni al sole, aprire le finestre, coltivare un orto senza ritrovarsele dappertutto!

Esistono in commercio molti repellenti chimici che potrebbero ucciderle, ma io preferisco agire il più possibile in maniera naturale e rispettare sia l’ambiente che gli animali, per quanto antipatici siano… Così ho trovato la soluzione alle cimici (e non solo) in questo macerato d’aglio molto semplice da preparare in casa! 

repellente naturale cimici verdi - aglio

DOSI E QUANTITÀ

100 gr di bulbi d’aglio

10 litri di acqua

10 cucchiai di sapone di Marsiglia liquido

PREPARAZIONE

Tritare l’aglio e unirlo all’acqua e sapone. Mescolare bene il tutto e lasciare macerare per 48 ore. Filtrare in un contenitore spray e vaporizzare ogni sera direttamente sulle zone colpite dalle cimici, pareti esterne della casa, vasi, angoli del terrazzo, terreni. Nell’orto sarà inoltre un ottimo repellente anche per lumache, afidi e insetti golosi delle nostre verdure!

repellente naturale cimici verdi - spray

Cimici addio!

Crumble alternativo per chi non mangia latte e burro!

Quando arriva l’autunno, l’aria un po’ più fresca, i dopocena divano&coperta, a casa mia arriva sempre un classico: il crumble di mele, tanto per regalarsi una coccola gastronomica a fine giornata.

Semplicissimo da fare, questo dolce nasconde però delle piccole insidie perché contiene una discreta quantità di burro e latte (oltre allo zucchero) che, per chi è a dieta, intollerante o vegano, può  essere un problema.

Ho voluto così creare una riproduzione del crumble che mi garantisse la stessa goduria nel mangiarlo, ma con meno calorie ed ho felicemente sperimentato questa versione diciamo “veg”, sostituendo burro e latte.

Sarò sincera… l’aroma delle mele caramellate e saltate in padella col burro fuso non ha eguali, ma mettiamola così: ho potuto comunque mangiare un dolce buonissimo, fare anche il bis e con zero sensi di colpa! 

Il procedimento è semplice e le dosi sono più o meno a piacere, vi metto le mie ma non è un dolce per cui è necessario essere fiscali!

Sbucciate e tagliate a cubetti 4-5 mele Golden (meglio se avete la possibilità di usare mele biologiche di zona).

Crumble di mele veg

Saltatele in padella con il succo di 1 limone e una bella spolverata di cannella.

Crumble di mele veg

Preparate la “sbriciolata” con circa 200 gr di farina di tipo 1 (meglio se integrale ma deve piacervi il sapore!), mescolata a 50 gr di zucchero di canna oppure per i puristi (perché lo zucchero di canna classico non è migliore dello zucchero raffinato!) utilizzare zucchero grezzo (tipo Mascobado).

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Aggiungere circa 4 cucchiai di olio di girasole o di arachidi, aggiungere latte di soia (o anche di mandorle che dà più sapore) a piacere fino a che la consistenza dell’impasto risulti “sbrisciolosa”! Non deve essere troppo bagnato, quindi al di là delle quantità regolatevi ad occhio…

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Aggiungere un pizzico di cannella e se volete arricchite con granella di frutta secca a piacere.

A questo punto mettete le mele sul fondo di una pirofila da forno, coprite poi con l’impasto sbricioloso e mettete in forno a 180 gradi per 30 minuti!

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Servite tiepido… i più golosi aggiungano accanto al crumble caldo un po’ di gelato alla vaniglia!

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Buon crumble alternativo!

 

Settembre è… un buon succo di pesca, semplice e veloce!

Settembre è il mese in cui si raccolgono gli ultimi abbondanti frutti e ortaggi estivi e per me è sempre stato uno dei periodi più belli perché si preparano anche le scorte per l’inverno!
Tra marmellate, conserve, salse, spezie da essiccare, frutta secca e verdure sottolio se il contadino ha lavorato bene in primavera adesso avrà l’imbarazzo della scelta!

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Nel frutteto di Naturalino per quest’anno abbiamo lasciato semplicemente che Madre Natura facesse il suo corso essendo il nostro primo e sconosciuto raccolto, (anche se ci stiamo attrezzando alla progettazione dell’orto per il prossimo anno…) così abbiamo barattato con un contadino le abbondanti pere e i fichi d’india con le sue squisite pesche e uva!

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Riuscire a trovare del tempo libero non è facile soprattutto se si hanno bambini piccoli in casa, ma le pesche di fine stagione sono perfette per farne un succo di frutta… insomma non si possono lasciar lì!

Ecco il procedimento del mio succo di pesca, niente di più facile!

Sbucciate e denocciolate 1 kg di pesche, fate sciogliere 250 g di zucchero (facoltativo) in 75 ml di acqua naturale ed aggiungete le pesche tagliate a cubetti.

Succo di pesche fatto in casa

Succo di pesche fatto in casa
Sciroppo di acqua e zucchero

Lasciate scaldare il tutto dopodiché aggiungete il succo di un limone.
Quando inizierà a bollire lasciate cuocere per 15 minuti

Succo di pesche fatto in casa

Succo di pesche fatto in casa
Spegnete il fuoco, immergete un minipimer e frullate bene!

Succo di pesche fatto in casa

Il succo di frutta alla pesca è pronto, si può conservare nelle classiche bottigliette di vetro travasandolo finché è caldo, oppure bere subito ma… bisogna aspettare che si raffreddi!

Succo di pesche fatto in casa
Succo di pesche fatto in casa

Buona bevuta a tutti!

 

Golosi di pasta, perennemente a dieta? Ecco la soluzione gluten free!

Chi non ha mai desiderato poter mangiare un bel piatto di pasta senza avere quel senso di colpa per averne preso ancora una forchettata in più?

Poter fare il bis, per quanto riguarda i carboidrati come appunto una pietanza a base di pasta (magari anche condita con un ragù importante), non è cosa permissibile a tutti.

pasta

In questo periodo mi è stato consigliato di mangiare più proteine e di variare la mia dieta arricchendola con i legumi, ma si sa… in estate un piatto di zuppa di fagioli non è proprio il massimo!

Il destino però ha voluto mandarmi un segno facendomi provare un prodotto meraviglioso: le lenticchie rosse. Nello specifico ho acquistato una confezione di pasta fatta esclusivamente con questa farina… il risultato della mia “arrabbiata” alternativa è stato da 30 e lode!

Pasta di lenticchie rosse
Pasta di lenticchie rosse

Le lenticchie rosse sono la soluzione ideale per chi vuole mangiare legumi ma evitare i classici “problemini” che ne derivano. La versione decorticata infatti non causa minimamente gonfiore o fermentazioni nell’intestino, sono molto facili da trovare anche al supermercato, hanno un costo accessibilissimo e si preparano velocemente.

Oltre alle versioni classiche in zuppe o minestre, le lenticchie rosse sono trasformate anche in farina ed utilizzate in diverse preparazioni, tra cui appunto la pasta.

Per abituare il palato a questo prodotto al momento ho provato solamente la pasta secca della marca Biorì, 100% di farina di lenticchie rosse assolutamente gluten free.

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Cuociono in 7 minuti, la consistenza in bocca è esattamente quella di normali rigatoni (un po’ più piccini), si percepisce appena un sapore che ovviamente è più di legume che di farina di grano duro, ma non è per niente fastidioso, anzi! Conferisce al piatto quel qualcosa di originale che ogni tanto ci vuole…

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Si possono preparare in qualsiasi modo, con un ragù semplice, un pomodoro e basilico, come pasta fredda o con salse più elaborate, il risultato è che ne potete mangiare anche due piatti, non vi sentirete mai sazi e la soddisfazione sarà al massimo!

Ho quindi sperimentato dei maltagliati rossi fatti a mano, dopo aver macinato delle lenticchie rosse… risultato ottimo! Qualche aggiustamento e vi pubblicherò il procedimento migliore per farli… Stay tunes!

maltagliati lenticchie rosse
maltagliati lenticchie rosse

Meno sale, grazie al sesamo: ecco i segreti del Gomasio!

Avete mai pensato a quanto sale ingeriamo in una giornata?

Il sale non è solamente quello che mettiamo consapevolmente nell’acqua della pasta, nell’insalata o sopra una bistecca ai ferri, esso in realtà è contenuto già negli alimenti di cui ci cibiamo, nei condimenti, nelle salse, spesso nei dolci, nei formaggi, per non parlare di insaccati, salumi ecc…

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Questo fa sì che, se anche non condissimo ciò che cuciniamo col sale, ne assumeremmo comunque una elevata quantità già solo consumando dei cibi pronti.

Dato che mangiare scondito è decisamente sano, ma non è poi così piacevole (anche se devo dire che le papille gustative si abituano in fretta ai sapori nuovi…), possiamo trovare una soluzione che ci aiuti a consumare meno sale senza rinunciare al gusto e soprattutto alla salute!

Ritenzione idrica, ipertensione, problemi cardiaci… purtroppo questi sono solo alcuni dei rischi di un’alimentazione ricca di sale, ovviamente associata anche ad uno stile di vita sedentario e trasandato. Per evitare tutto questo possiamo provare il Gomasio!

Gomasio
Gomasio

Sembra un nome strano e una roba complicata, ma il Gomasio altro non è che semi di sesamo tostati e un po’ di sale. In realtà è un prodotto tipico della cultura nipponica (i quali ne sanno qualcosa di corretta alimentazione…) che giunge a noi proprio per le sue ottime qualità nutritive.

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I semi di sesamo vengono tostati, ad essi va unito il sale e nella ricetta originale anche un po’ di alga nori. Una volta amalgamato per bene può essere spolverizzato su insalate, verdure in padella, carni ai ferri, pesce alla griglia… Se amate il sapore del sesamo in realtà potete utilizzarlo dappertutto!

Questo prodotto semplicissimo intanto ci aiuta a consumare meno sale nei condimenti e poi contribuisce a fornirci una corretta quantità di vitamine e nutrienti derivati dal sesamo.

Come si prepara il Gomasio?

Io ho provato il rapporto 10 a ½ e mi trovo soddisfatta… Potete variare le quantità a gusto, ma sempre senza esagerare con il sale.

Ingredienti:

10 cucchiai colmi di semi di sesamo

½ cucchiaino di sale integrale

(facoltativo un pizzico di alga nori)

Preparazione

Facciamo tostare il sesamo, facendo attenzione a non bruciarlo.

Lasciamolo raffreddare in una ciotola e nella stessa padella che abbiamo utilizzato per il sesamo tostiamo anche il sale integrale. In questo modo assorbirà l’olio rilasciato dal sesamo.

Una volta che semi e sale saranno freddi, pestarli con un mortaio ed aggiungere eventualmente l’alga. Non dobbiamo pestare tantissimo, cerchiamo semplicemente di ottenere una consistenza polverizzata. Sentirete l’aroma del sesamo sprigionarsi nell’aria…

Il Gomasio è pronto per l’uso! Si può conservare in frigo per un paio di settimane.

Ecco alcune proprietà benefiche di questo prodotto e del sesamo in generale.

I semi di sesamo tostati contengono vitamine D ed E, oltre a calcio, fosforo, ferro e zinco. Sono ottimi antiossidanti per la salvaguardia del fegato e dei livelli di colesterolo. Riducendo l’uso del sale, grazie al Gomasio si ridurrà il rischio di ipertensione, osteoporosi ed aumenterà la digeribilità. Può essere utilizzato per condire insalate, cuocere carni o pesce arrosto o alla piastra, preparare risotti o verdure in padella.

Spazio alla fantasia!

La guerra contro le zanzare la combatto con i fiori!

“Pace e Amore” come sottotitolo mi sembrava un po’ esagerato, perché in effetti quella che combatto io ogni anno è una vera e sanguinosa (in ogni senso…) guerra contro le maledette vampire!

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Le nostre care amiche zanzare iniziano a fare capolino già da adesso con i primi tiepidi raggi di sole, ma dobbiamo trovare il modo di difenderci senza aggredire l’ambiente e, perché no, anche divertendoci con un po’ di lavoretti in giardino o in balcone!

Mi è stata regalata una piantina di citronella, non sapevo nemmeno che aspetto avesse fino ad oggi, ma ho scoperto che ci sono diverse tipologie. Questa che vedete in foto è una piantina simil geranio, altro fiore perfetto da coltivare per allontanare le zanzare.

Piantina di citronella simil geranio
Piantina di citronella simil geranio

Esiste poi un’altra tipologia di citronella dalla quale si estrae il famoso olio utilizzato per tutti gli svariati prodotti tra cui candele, profumi, essenze…

Citronella da olio
Citronella da olio

In una piccola aiuola che sto cercando di costruire ho quindi interrato questa piantina accanto a tre gerani. Devo dire che solo toccandola ha sprigionato subito il suo profumo tipico, agrumato e frizzante… ora speriamo che attecchisca e che mi aiuti a tenere lontane le assetate ospiti estive!

Nel dubbio… preparo anche il mio efficacissimo spray antizanzare fai da me, ecco come si fa se vi interessa!

Video spray antizanzare fai da te
Video spray antizanzare fai da te

Buona coltivazione!

 

Elogio alla Natura ed alla semplicità…

In questo periodo dell’anno l’essere umano dovrebbe riuscire a cogliere, ancor più che in altre stagioni, ciò che accade al mondo che lo circonda.
Non serve avere per forza un giardino o un terrazzo pieno di fiori per sentirsi parte della Primavera, si può anche vivere in città tra casa e ufficio, ma avere sviluppata la sensibilità di osservare la poesia di Madre Natura.

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Io ho, come molti purtroppo al giorno d’oggi, una personalità ed un carattere che tendono alla velocità, all’impazienza ed alla iperattività, così per una serie di motivi mi sono voluta allenare alla lentezza ed alla meditazione. Sommare questa cosa alla mia innata passione per il “vivere al verde” ha fatto sì che attenuassi i ritmi, respirando e osservando gli spazi intorno con più attenzione, focalizzandomi ovviamente sulla Natura.

Invito tutti a fare questa prova, cioè a ritagliarsi un’ora di tempo libero, trovare un luogo immerso nel verde (che può essere il proprio giardino, l’orto o un parco pubblico…) liberarsi da telefoni e tecnologie e ammirare la laboriosità di fiori, alberi, insetti e uccelli. Può sembrare un consiglio banale, ma è un esercizio fondamentale che vi farà sentire subito rigenerati e con una consapevolezza maggiore su quanto sia bella la vita!

meditare in natura

Per chi ha voglia di leggere ed entrare un po’ di più nel mio mondo, vi racconto l’esperienza che ho vissuto oggi sperando di potervi trasmettere le sensazioni meravigliose che mi sono arrivate.

A voi il mio “Elogio a Madre Natura”

Sono seduta in una gustosa penombra. Davanti a me un albero di magnolia è ancora giovane e se ne sta composto in un ritaglio di giardino dove due cespugli piccoli di rose cercano di sbocciare timidamente. Non amo molto le rose, trovo tristi quegli arbusti spinosi e solitari, ma devo ammettere che quando fioriscono hanno un fascino irresistibile.

Il sole oggi è più audace del solito, più caldo di come dovrebbe essere in primavera, ma ha quella luce così bella che in fondo sudare un po’ non mi dispiace affatto.

Oltre la piccola siepe che circonda la magnolia, oltre una scalinata ed un muretto di sassi vecchi (tipici di un’architettura rurale italiana stile centro-sud), un ciliegio imponente domina tutto il frutteto. In questi giorni l’ho potuto guardare mentre splendeva di fiori bianchi, paffuti e folti i quali lo hanno ricoperto fino all’ultimo ramo, per poi cadere romanticamente dopo qualche folata di scirocco…

Ora riesco a vedere solo tante foglie verdi e rimasugli di petali secchi tra i quali spuntano le prime ciliegie ancora minuscole. Nel giro di pochissimi giorni il ciliegio ha completato la sua trasformazione ed ora è in attesa, come tutto intorno a lui, che i frutti crescano e che dalla loro acerba adolescenza arrossiscano di una squisita, matura e rossa passione.

Mentre mi perdo tra questi pensieri ascolto uno strano silenzio, tutt’altro che silenzioso! La Natura non si ferma e non sta zitta mai.

Se chiudo gli occhi e cerco di aumentare la sensibilità dell’udito sento che il vento agita gli alberi e che ognuno di essi produce un suono diverso: le foglie larghe e pesanti della magnolia sembrano dei contrabbassi; gli aghetti sottili dell’abete accanto sono dei soavi flauti; l’enorme mimosa alla mia destra – nel caos delle sue fronde indecise e spettinate, ricorda il rumore delle onde del mare… una melodia leggera fatta di ritmi alterni che non lascia spazio alla solitudine.

Con toni più alti, decisi e armoniosi si schierano – nell’orchestra del mio giardino – i volatili più disparati.

Ovunque ci sia un angolo protetto e dallo stile fatato trovi nascosto un pettirosso; panciuti e sempre allegri sfidano la sorte saltellando fieri, per poi scappare al primo cambio di vento.

Cinguettano impegnate invece le prime rondinelle, cimentandosi in dialoghi infiniti degni di un’opera di Pirandello, mentre i merli in equilibrio su fronde sottilissime si chiamano e si rispondono col loro canto inconfondibile a più toni.

Basta alzare lo sguardo per trovare fra i rami più alti di un vecchio nocciolo le gazze ladre; sfoggiano un’elegante coda bianconera e si inseguono dispettose urlando a squarciagola. Qualche corvo in lontananza aggiunge un po’ di sacralità teatrale alla scena e la sinfonia è completa.

Un vero “caos pacifico” che solo la Natura ci può offrire.

Ascoltare, osservare e perdere lo sguardo mettendo a fuoco elementi diversi mi ha letteralmente coccolato gli occhi e il cervello. Sento i muscoli facciali distendersi, la mente liberarsi, i polmoni riempirsi e il respiro diventare più regolare. Sto meditando senza nemmeno accorgermene.

La meditazione è qualcosa che abbiamo dentro dalla nascita, è il miracolo del primo respiro, il fluire costante dell’ossigeno, il battere regolare del cuore. Tutti movimenti che non controlliamo e che purtroppo sottovalutiamo, eppure basta davvero fermarsi e osservare ciò che accade in un prato, in un bosco, tra i rami degli alberi o tra l’erba per entrare in un mondo immenso o meglio… per far entrare tutta questa energia in noi.

Mentre un’ape si tuffa golosa dentro un fiorellino che sbuca dalla siepe, penso a come tutto qui sia collegato perfettamente. La semplicità di ciò che fanno gli insetti ad esempio è sconvolgente, eppure ognuno di essi contribuisce con qualcosa di piccolo e vitale in un ecosistema che altrimenti crollerebbe. Ci sarebbe da imparare molto da loro, perché troppo spesso – pur essendo esseri umani pensanti e pieni di risorse, siamo in grado di distruggere il sistema in cui noi stessi viviamo…

Oggi ho scoperto che nel mio minuscolo angolo verde tutto ha un ruolo fondamentale. Ogni forma di vita ha il suo senso per esistere: i fiori per le api, le api per gli alberi, i rami degli alberi per gli uccelli, le foglie e i frutti che cadono per il terreno, gli insetti che ne nascono per i rettili e i roditori e così via… una grande famiglia impegnata tutto l’anno nel suo vivere intensamente e armoniosamente; da tutto questo oggi ho imparato che non si è mai davvero soli, basta sapersi immergere in sé stessi ogni tanto e rispettare la Natura, che in fondo ci ospita senza chiedere nulla in cambio.

madre natura

Un orto e un frutteto da ricostruire: ecco come curo “l’occhio di pavone” delle olive.

C’era una volta un orto in disuso e un frutteto abbandonato da più di un anno…

Ho avuto la fortuna di poter acquistare un terreno per concretizzare un piccolo sogno che coltivavo da anni, cioè quello di ridurre il più possibile l’utilizzo di prodotti industriali e commerciali ed iniziare ad autoprodurre. In uno stile di vita basato su autosostentamento e autoproduzione non può mancare il vivere in campagna o avere in qualche modo a disposizione uno spazio dove coltivare frutta e verdura e dove vedere davvero rispettate tutte le forme di vita…

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Obiettivo n. 1: l’orto.
La sfida che mi si presenta davanti è quella di riuscire a trasformare questo spazio che vedete in foto, grande circa 180 mq, in un orto moderno, facilmente accessibile e che possa contenere tutte le verdure che solitamente acquisto nel supermercato.

orto
Orto fase iniziale

Obiettivo n. 2 è il frutteto-oliveto.
Ci sono circa 15 olivi, 5 peri, 4 noccioli, 1 grande ciliegio, 1 mandorlo, 1 melo, 4 fichi e qualcosa che non ho ancora capito! Probabilmente visciole, albicocchi e melograni…

Potatura delle olive
Potatura delle olive

Gli alberi sono stati completamente abbandonati, i tronchi sono precocemente invecchiati, ci sono insetti e perdono i pezzi, ma la fioritura è nella sua piena fase e dove sono caduti i fiori si intravedono già i frutti! Di lavoro da fare ce n’è molto perché tronchi e rami vanno rinvigoriti, potati, curati soprattutto per gli olivi che purtroppo presentano una diffusa malattia chiamata “occhio di pavone” o anche ciclonio.

Occhio di pavone delle olive
Occhio di pavone delle olive

Come vedete dalla foto, quando la maggior parte delle foglie si presenta con delle macchie tonde e scure, vuol dire che il fungo che intacca le piante di olive ha già fatto lunga strada da mesi ed è il risultato di poca cura e abbandono delle piante. Non a caso le ho trovate prive di ogni segno di potatura, le fronde erano folte e disordinate e non permettevano al vento di penetrare bene, cosa invece fondamentale per tutti gli alberi. Il terreno intorno alle piante probabilmente da molto tempo non veniva pulito dalle foglie vecchie, né concimato. Questo ha contribuito a diffondere il fungo dell’occhio di pavone.

In questi casi bisogna agire abbastanza in fretta!

Gli step da seguire sono:

effettuare una potatura responsabile. Mai… anzi lo scrivo maiuscolo MAI improvvisarsi potatori di alberi, si possono creare dei danni alla pianta compromettendo il raccolto se non la vita stessa dell’albero.

– iniziare appena possibile un trattamento anti fungo sui vari rami e foglie, generalmente si usa una sostanza liquida al rame, calce idrata ed acqua (si trova anche già pronta in commercio) che inibisce la germinazione delle spore fungine. Il suo livello di tossicità è assolutamente controllato e autorizzato. Sono comunque trattamenti che si utilizzano nelle nostre campagne da decenni.

curare i tronchi e i rami più grossi, se sono molto rovinati soprattutto per via degli insetti, con una sostanza liquida di calce, anche questa si trova comunemente nei negozi specializzati e serve a disinfettare e rinvigorire la corteccia che pian piano si rinnoverà e tornerà ad essere priva di muffe, insetti e funghi.

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Un po’ in ritardo sulla tabella di marcia (ma meglio tardi che mai) abbiamo quindi iniziato a prenderci cura di questi poveri alberi abbandonati, cercando di essere il più possibile rispettosi e veloci… sperando di vedere i primi risultati tra qualche mese!

Vi terrò aggiornati e aspetto anche i vostri consigli! Nel frattempo inizio a progettare qualche idea per l’orto… anche se per molte cose che avrei voluto seminare dovrò ormai aspettare il prossimo anno!