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Per la gioia del palato: Pane e Crepes integrali!

Per concludere il discorso sul pane e sulle farine, Naturalino ha girato un po’ di qua e di là e alla fine ha trovato una farina integrale biologica davvero buona, con la quale abbiamo provato a fare il pane e anche delle crespelle… In entrambi i casi il risultato è stato ottimo!

Consiglio: Abbiamo acquistato la farina integrale di tipo biologico del produttore Molino Agostini (www.molinoagostini.it) e ci sentiamo assolutamente di consigliarli, nel loro sito potete trovare svariati prodotti di ottima qualità…

Dobbiamo sicuramente abituarci al sapore dei cibi integrali al 100%, che è molto diverso da quello del pane bianco classico; anche la consistenza delle fette è decisamente più compatta, ma possiamo sempre arricchire il nostro pane con degli ingredienti in più come ad esempio le olive, il sesamo, un mix di cereali, oppure con le noci… questo lo renderà più bello e soprattutto più gustoso!

 

Pane integrale con olive
Pane integrale con olive


Buon divertimento a tutti!

Ecco un’infografica dei nostri esperimenti con il pane!

Infografica pane integrale
Infografica pane integrale

Ready ToDo di Novembre… il burro lo faccio da me!

Forrest Gump lo diceva sempre: “…siamo come pane e burro!” – forse perché il burro lega bene davvero con tutto!
Naturalino ovviamente è portavoce di una vita sana, regolare e fatta di buone abitudini… ma ogni tanto lo strappo alla regola deve esserci!

Novembre è il mese che precede le festività natalizie le quali, che si festeggino o meno, entreranno comunque a far parte delle nostre giornate. Di solito è in questo periodo che si preparano dolci, biscotti, pietanze speciali e particolarmente ricche di grassi.

Molto spesso ci troveremo infatti ad utilizzare il burro come ingrediente, ogni volta che vogliamo fare dei frollini, delle crostate, arricchire una lasagna, cucinare crepes o anche solo da spalmare sul pane caldo al mattino…

Grasso sì… ma tanto buono!
Allora perché non provare, anche in questo caso, ad autoprodurlo?

Il burro non è un alimento complesso, è semplicemente la parte grassa della panna liquida ed il trucco per averlo fresco a casa ogni volta che vogliamo, è sapere come estrarlo!

Naturalino ha sperimentato il burro fai da te, partendo da panna freschissima e ovviamente di ottima qualità. Questo non comporterà sicuramente un risparmio in termini di Euro, perché si può trovare del burro discreto per pochi spiccioli, ma, come sempre, sapremo che quello che stiamo per mangiare è frutto di una nostra scelta selezionata di materie prime buone.

Burro fatto in casa
Tutorial Burro fatto in casa

Se avete voglia di preparare delle crostate o dei frollini da tè, che in questo novembre piovoso ci stanno tutti, utilizzate un burro fatto con le vostre mani, sentirete che differenza!

Il procedimento è semplicissimo, il risultato delicato e cremoso e migliore è la panna che sceglierete, più gustoso sarà il vostro panetto di burro… Ma non mangiatene troppo!

Consiglio: se avete provato le ricette di Naturalino per il pane fatto in casa e la marmellata di mele, pere e cannella… beh provate a fare colazione con una fetta del nostro buon pane, burro e marmellata!

BURRO FAI DA TE
…in 1 minuto con il 
Foto tutorial!

Strumenti

  • Formine in silicone o plastica per creare i panetti
  • Cucchiaio
  • Colino
  • Sbattitore a fruste
  • Ciotole

Ingredienti

  • Panna fresca

Procedimento

Lasciar raffreddare per 10 minuti la ciotola dentro cui monteremo la panna.

Montare la panna fresca fino a che non sarà indurita e continuare ad emulsionare con lo sbattitore per ancora 5-8 minuti, fino a quando avverrà la separazione della parte grassa (il burro appunto) da quella acquosa chiamata “latticino” (liquido acidulo e bianco che potrà essere riutilizzato in molte ricette al posto del latte).

Quando la parte burrosa sarà compatta e il latticino depositato sul fondo della ciotola, possiamo spegnere lo sbattitore, recuperare tutto il burro e schiacciarlo dentro un colino per eliminare ulteriore liquido.

A questo punto il burro è pronto per essere messo nelle formine o in semplici piccoli contenitori. Schiacciatelo e compattatelo bene, chiudetelo e riponetelo in frigo!

Burro fatto in casa
Burro fatto in casa – tutorial

Consiglio: se pensate di consumare il burro per la colazione, utilizzate i contenitori del ghiaccio per avere dei cubetti piccoli, in questo modo avrete meno sprechi e sarà più semplice dosarlo al mattino!

Ready ToDo di Novembre, ricetta del pane fatto in casa!

È iniziato anche questo secondo mese autunnale e se a ottobre abbiamo già preparato la semina della lattuga, le marmellate, abbiamo sistemato orti e balconi e preparato oleoliti e spezie, a novembre ci concentreremo su altre attività che, oltre ad aiutarci a trascorrere meglio i pomeriggi piovosi o i weekend influenzati, ci renderanno i freddi mesi invernali più piacevoli.

Questo primo Ready ToDo di Novembre lo dedichiamo quindi al pane fatto in casa!

Naturalino ha recuperato una antica ricetta di famiglia, la più semplice e forse la più comune per fare il pane…

Per chi ha la possibilità di utilizzare un forno a legna ovviamente garantiamo un risultato perfetto con un’infornata unica di 5 pagnotte, ciò non toglie che con dosi più piccole anche un normale forno elettrico andrà più che bene…

 

Ecco a voi la ricetta e il procedimento scritti e, come sempre per i più pigri, abbiamo preparato un foto-video tutorial di 4 minuti!

Video foto tutorial
Video foto tutorial

Buon divertimento!

 

Pane fatto in casa
Pane fatto in casa

PANE CASARECCIO

I tempi richiesti per questa ricetta sono divisi in due giorni.

Il giorno A andremo a preparare la “cresciuta”, ossia l’impasto acido di lievito e farina che permetterà la lievitazione del pane. Questa dovrà riposare circa 24 ore.

Il giorno B andremo ad unire cresciuta, farina ed acqua per preparare l’impasto vero e proprio, il quale lieviterà ancora per un paio di ore prima di essere trasformato in panini o pagnotte.

Ritagliatevi quindi il tempo necessario per poter seguire tutte le fasi!

INGREDIENTI

  • 1 chilo e mezzo di farina di grano di tipo 1
  • Acqua tiepida (quanto basta)
  • 1 lievito di birra

STRUMENTI

  • una ciotola per lasciar riposare il lievito
  • una ciotola abbastanza grande per impastare il pane
  • teglia per cuocere
  • forno a legna o elettrico

PROCEDIMENTO

Giorno A

In una ciotola versiamo mezzo chilo di farina di tipo 1 e sbricioliamo dentro mezzo cubetto di lievito di birra. Amalgamiamo tutto con acqua tiepida, la quantità d’acqua dovremo dosarla in base alla durezza dell’impasto, che dovrà risultare cremoso e colloso. Arrivato a quel punto lo lasceremo riposare per 24 ore, coperto con un velo di pellicola trasparente a temperatura ambiente.

Farina, acqua e lievito
Farina, acqua e lievito

Giorno B

L’impasto della cresciuta sarà sicuramente inacidito e lievitato, come minimo raddoppiato.

In una ciotola abbastanza capiente versiamo un chilo di farina di tipo 1 e poniamo al centro la nostra cresciuta. Sbricioliamo anche l’altra metà del cubetto di lievito di birra, magari sciolto in acqua tiepida per evitare che rimangano dei pezzetti. Se non volete che il pane sia sciapo, potete aggiungere in questa fase anche un po’ di sale, ma è a discrezione vostra.

Questa è la fase più importante del pane. Le nostre nonne ci tenevano che fosse fatta “con amore e con sorriso”, perché, secondo loro, il pane si accorge se non lo prepari con lo spirito giusto!

Impastiamo farina e cresciuta aiutandoci ovviamente con acqua tiepida, è importante che la temperatura dell’acqua sia “piacevole” sulle mani, né troppo calda, né fredda.

Amalgamiamo per bene tutto senza lasciare parti di farina asciutte o grumi, ci accorgeremo che non è così facile e soprattutto che le massaie di una volta avevano davvero forza nelle braccia!

Una volta raggiunta la solita consistenza collosa e morbida, copriamo di nuovo con pellicola trasparente, con un panno pulito e una coperta di lana. Riponiamo la ciotola in un luogo sicuro a temperatura ambiente, e dimentichiamocene per un paio di ore.

Trascorso questo tempo vedrete che l’impasto sarà quasi triplicato, non spaventatevi se straborderà dalla ciotola! La prossima volta ne userete una più grande…

A questo punto preparatevi il piano di lavoro per creare i panini, capovolgete l’impasto e, senza “strapazzarlo” troppo suddividetelo in panini della grandezza e forma che preferite.

pane-impasto

Lasciate riposare un’oretta, così che lievitino ancora un po’ e quando il forno avrà raggiunto la temperatura di 300 gradi, infornate!

Il tempo di cottura del pane è di circa un’ora e va ovviamente tenuto sotto controllo costante…

panini

Noi abbiamo utilizzato un forno a legna e dopo un’ora precisa il pane era già cotto per bene, con la crosta marroncina e il profumo di buono!

infornata

Lasciate raffreddare un po’ prima di tagliarlo, così la mollica all’interno si asciugherà per bene, dopo di che riponetelo in buste di carta per i primi 2 giorni e poi con tutta la busta di carta mettetelo dentro delle bustine di plastica. In questo modo si conserverà per circa 8 giorni ed eviterà di indurirsi o ammuffire.

pane-cotto

Questo pane è buono con ogni cosa: marmellate, affettati, formaggi ed è ottimo quando non sarà più croccante per farne delle bruschette!

pane-marmellata

Noi l’abbiamo provato con la marmellata di pere, mele e cannella che abbiamo preparato qualche settimana fa (qui trovate l’articolo e la ricetta) ed il risultato è stato così squisito che non abbiamo più optato per altro a colazione… ora tocca a voi!

Fetta biscottata? No. Pane!

Non nascondiamoci dietro ad un dito: le fette biscottate, il pane in cassetta, i creckers e le varie pizzette e croccantelle sono comode da mangiare, saporite, facili da reperire e da conservare in casa.
Ma avete idea di cosa ci sia dentro queste prelibatezze?

Che il sapore sia appetitoso non lo mettiamo in dubbio, ma Naturalino ha voluto approfondire gli ingredienti contenuti in questi prodotti, troppo spesso sostituiti ad una semplice fetta di pane casareccio, pensando che siano più o meno uguali… niente di più sbagliato!

Fetta biscottata

Carissimi fanatici della linea, dei prodotti light, onnivori, vegetariani e vegani, difficilmente una fetta biscottata risulterà tale (cioè “biscottata e gustosa”) senza l’utilizzo di ingredienti che, appena ve li avremo raccontati, vi faranno riflettere un po’ di più la prossima volta che vi troverete al supermercato!

Partiamo dalla base:

  • farina di grano tenero tipo 00, la più raffinata quindi la meno nutriente; utilizzata nel 90% degli impasti per la sua facilità di lievitazione ed economicità (si rimanda al post dedicato per approfondimenti).

  • olio di palma, prodotto di importazione per il quale vale la pena, purtroppo, spendere due righe.

La coltivazione delle palme che permettono l’estrazione di quest’olio contribuisce per una buona percentuale alla deforestazione e quindi alla morte di molti animali, nelle zone della Malesia e Thailandia, paesi dove spesso la denutrizione e la necessità di alimenti grassi fanno sì che si coltivi questo tipo di pianta, ma l’esportazione di tale olio in un paese come l’Italia – che non ha problemi di mancanza di cibo, tantomeno ha deficit gastronomici in fatto di oli – è per noi assolutamente incomprensibile.

L’olio di palma contiene inoltre acidi grassi nocivi per l’organismo, è un prodotto purtroppo presente in tantissimi alimenti, cosmetici e non è espressamente riportato tra gli ingredienti. Lo si trova nascosto nell’espressione vaga di “oli e/o materie grasse vegetali”. La normativa attuale non obbliga i produttori ad indicarne il contenuto, anche se la situazione dovrebbe cambiare entro il 2016.

Dopo questa doverosa parentesi sull’olio di palma torniamo alla nostra piccola fetta biscottata, che oltre ai precedenti ingredienti contiene anche:

  • lievito di birra

  • zucchero (sicuramente bianco e raffinato)

  • estratto di malto d’orzo e farina di frumento “maltata” che servono per addolcire ancor di più le fette e conferire loro un colore dorato, sinonimo di “croccantezza e genuinità”… ecco: è solo estetico.

  • Per non farci mancare nulla troviamo anche del sale.

Una fetta biscottata ha circa 50 calorie, contando che mediamente se ne mangiano 3-4 a colazione, con marmellata o creme di cioccolato varie, siamo intorno alle 300 calorie totali.


Bene, una fetta di pane fatto in casa, con la ricetta di Naturalino, contiene:

Pase fatto in casa

Le calorie di una fetta di questo pane sono circa 60, ma a nostro parere il livello di naturalezza, digeribilità e qualità degli ingredienti è di gran lunga superiore rispetto ad una fetta biscottata o al pane in cassetta, per non parlare di creckers e grissini vari che contengono molti grassi.

A parità di calorie quindi, perché non fare una scelta migliore per il nostro organismo… e per le nostre tasche? Possiamo trovare il pane genuino in qualsiasi forno, non è detto che dobbiamo metterci per forza ad impastare, l’importante è sapere che chi lo produce utilizza materie prime buone.

EconomiAmo

Una confezione di 40 fette biscottate di qualità costano in media tra i 2 e i 3 Euro.
5 pagnottine di pane casareccio sono costate circa 0,50 centesimi ciascuna!

Non essendoci conservanti la durata del pane è di massimo 8-10 giorni (che non è comunque poco…), ma se non abbiamo una famiglia numerosa e mangiona, possiamo sempre dimezzare le dosi e farne di meno…

Preparare il pane in casa quindi è semplice, dà soddisfazione e soprattutto è economico!

Una limonata al mattino… toglie 16 problemi di torno!

Naturalino è ghiotto di limonate!

Ogni mattina, prima di fare colazione, un bel bicchiere di acqua tiepida e limone (senza zucchero!) aiuta a riequilibrare l’acidità del nostro corpo, aiuta la pelle ad essere più pulita e luminosa, aumenta le difese immunitarie con un apporto di vitamina C, fa benissimo all’intestino e a tantissime altre cose…. per l’esattezza 16!

Leggete la nostra infografica e fatene buon uso!

Infografica spremuta limoni al mattino
Infografica spremuta limoni al mattino

Ready ToDo Ottobre: marmellando!

La rubrica Ready ToDo di ottobre continua perché l’agenda di Naturalino è davvero ricca di cose da fare, soprattutto in previsione dei mesi invernali che arriveranno, dove le attività saranno di meno per via delle giornate più corte e della Natura che, anche lei, andrà a riposo.

Naturalino approfitta quindi di una giornata libera per dedicarsi alla creazione di marmellate e conserve, prodotti semplici e genuini che garantiscono risultati sbalorditivi con pochi semplici passaggi. Pensate che meraviglia poter avere una confettura fatta in casa e magari del pane fresco appena sfornato!

Pane marmellata

Una caratteristica fondamentale è sicuramente il tempo… occorre dedicare diverse ore alla preparazione delle marmellate e confetture, per quanto facile sia, quindi Naturalino ha approfittato di una giornata uggiosa e umida per accendere i fornelli e riempire la cucina di inebrianti profumi fruttati!

Per chi lavora tutto il giorno riuscire a trovare del tempo libero per cucinare è sicuramente difficile, ma se ci pensiamo bene: quante domeniche avete passato inutilmente sul divano cercando di recuperare le ore piccole fatte la sera precedente? O quella volta che vi hanno trascinato in centro per uno shopping sfrenato (che poteva aspettare) o quando vi siete connessi col mondo solo all’ora di pranzo, per smaltire un sabato sera un po’ sopra le righe?

Allora mettete da parte per una volta gli impegni, la pigrizia o la stanchezza e munitevi di frutta, zucchero e mestolo! La vera differenza tra chi fa e chi non fa, non è la capacità, ma la voglia!

Fare la marmellata ha diversi scopi benefici:

  • ci permette di rilassarci in cucina, in un giorno in cui magari non abbiamo niente di meglio da fare
  • con poche semplici regole possiamo ottenere un prodotto genuino di cui andare fieri
  • faremo colazione e merenda con qualcosa di straordinariamente buono e sano
  • possiamo confezionare la marmellata in modo creativo e farne dei regali per gli amici
  • ultimo, ma non per importanza, risparmieremo un po’ di soldi!

Gli ingredienti fondamentali: frutta di stagione!

In questo periodo possiamo trovare delle ottime mele, pere e anche mele cotogne. Servitevi sempre nella vostra frutteria di fiducia o se avete la fortuna di conoscere dei contadini, acquistatene un po’ da loro, così che possiate essere sicuri della provenienza e del fatto che non siano stati utilizzati veleni di alcun tipo.

Di seguito vi descriviamo il procedimento per la confettura di “mele, pere e cannella”, così se volete potete anche copiare il testo e conservarlo,  anche la confettura di mele cotogne potete farla nello stesso identico modo, arriverà a breve un video!
Insomma due classici sapori di frutta stagionale che possiamo trovare per tutto l’autunno, così da farci una bella scorta da tenere in credenza per l’inverno.

Buon divertimento!

Confettura di mele, pere e cannella

mele e pere

Ingredienti:

1 kg di mele (possiamo fare un mix di golden e royal)

1 kg di pere (vanno bene le kaiser, grandi e mature)

700 gr di zucchero

2 limoni (succo)

Cannella in polvere

Barattoli di vetro e capsule di buona qualità

Preparazione:

Prima di tutto dobbiamo lavare i barattoli e metterli a sterilizzare.

Riempiamo una pentola di acqua fredda, immergiamo i barattoli vuoti e le capsule e accendiamo il fuoco. Aspettiamo il bollore e continuiamo a tenerli dentro per circa 30 minuti, dopo di che potremo spegnere il fuoco, togliere i barattoli e lasciarli raffreddare.

Laviamo accuratamente la frutta.

Tagliamo mele e pere a cubetti, lasciando alle mele la loro buccia.

– Mettiamo tutto in una casseruola con il succo dei due limoni.

marmellata mele pere

Accendiamo il fuoco a fiamma viva (utilizzando uno spargifiamma eviteremo che la marmellata si attacchi).

– Iniziamo a mescolare e aspettiamo che tutto pian piano si sciolga.

– Aggiungiamo una bella spolverata di cannella, grosso modo un cucchiaio colmo (assaggiamo di tanto in tanto per capire se il sapore ci piace…).

– Quando la frutta sarà abbastanza sciolta (diciamo circa 20 minuti dopo aver acceso il fuoco), aggiungiamo lo zucchero.

– Mescoliamo in continuazione e non perdiamo di vista i fornelli!

– A seconda della consistenza che vogliamo ottenere, continuiamo a far sobbollire la confettura e a mescolare, assaggiamo di tanto in tanto e facciamo “la prova del piattino”.

Prova del piattino: versiamo una piccola quantità di marmellata su un piatto e aspettiamo che raffreddi, se la consistenza è di nostro gradimento possiamo spegnere il fuoco.

Ogni marmellata ha una storia a sé (dipende dalla frutta, da quanta acqua contiene, dal nostro gusto ecc…) ma più o meno considerate che da quando abbiamo acceso il fuoco, per arrivare a una giusta consistenza, potrebbero passare anche 2 ore!

– A questo punto possiamo trasformare tutto in confettura frullando con un minipimer!
Questo solo se non volete avere i pezzettoni di frutta…

Consiglio: non frullate troppo a lungo col minipimer, non utilizzando né pectina, né nessun tipo di addensante, è normale che la confettura risulterà un po' più liquida delle marmellate acquistate al supermercato.
Marmellata mele, pere e cannella
Marmellata mele, pere e cannella

Riempiamo i nostri barattoli, precedentemente lavati e sterilizzati, fino a circa un cm dal bordo e chiudiamo ermeticamente.

Capovolgiamo i barattoli e lasciamoli raffreddare…

Finalmente è pronta!
Una volta freddi possiamo ri-capovolgere i barattoli e sistemarli in credenza.

Importante: controllare che le capsule si siano sigillate!
È meglio aspettare 24 ore prima di assaggiare la confettura e dato che non ha nessun conservante, consumiamola entro 3-4 mesi.

EconomiAmo

Naturalino, come sapete, è un folletto che tende a fare economia e a vivere al verde, a conti fatti un barattolino di marmellata al supermercato viene a costare tra i 2 e i 3 Euro, arriva anche a 5 Euro se è di ottima qualità.
Facendo la confettura con questa ricetta abbiamo ricavato 6 barattoli e speso circa 5 Euro di ingredienti in totale… meno di 1 Euro per barattolo!

Tutta farina del tuo sacco?

C’erano una volta dei contadini che lavoravano le terre di un ricco principe…

Coltivavano e raccoglievano ogni sorta di prodotto: olive, uva, ogni tipo di frutta e verdura fino al grano. Quest’ultimo era, insieme al raccolto delle olive, un elemento fondamentale per sopravvivere all’inverno, “se in casa hai farina e olio, hai tutto!” dicevano gli anziani.

Dopo la mietitura estiva e la trebbiatura, tra settembre e ottobre i mulini iniziavano la macina del grano così da ricavarne la farina. Nella fase di pulizia e separazione del chicco, il principe lasciava ai suoi contadini la parte più “povera” considerata esteticamente brutta e quindi “non buona”. Così i residui della farina, le germe di grano e la crusca venivano concessi ai nostri nonni gratuitamente, poiché considerati degli scarti. Una volta macinati infatti si otteneva una farina scura, grezza e di conseguenza il pane, la pasta o i biscotti erano a loro volta molto rozzi e grossolani. Niente a che vedere con la farina raffinata e purissima. Così il principe trascorreva gli anni della sua vita a commerciare e mangiare prodotti fatti con la sua polvere bianca, mentre i poveri contadini si nutrivano di cereali, crusca e pane integrale.

Il risultato era che i contadini avevano una vita più lunga, salute di ferro e nessun problema legato ad intolleranze alimentari… Il principe… beh a dire il vero non so che fine abbia fatto…

§ _________ §

Il motivo per cui è importante conoscere il mondo delle farine è proprio questo: bianco e raffinato non corrisponde affatto a sano e migliore. È chiaro che non è possibile star dietro ad ogni ingrediente di ciò che mangiamo, dovremmo trascorrere anni di vita a studiare e capire come è stata prodotta una pasta o un pane, da che mulino deriva, da che coltivazione ecc… impossibile. Ma nel nostro piccolo possiamo fare un po’ più di attenzione, anche stando al supermercato, a non “scadere” in farine troppo lavorate, economiche o dalla dubbia provenienza.

Come in ogni cosa sta a noi decidere se essere succubi di quello che gli scaffali ci propongono o agire e selezionare impiegando un po’ di tempo in più. L’ideale sarebbe quindi scegliere, nel caso delle farine, quelle realmente integrali. La tipica farina “00”, la più raffinata che c’è, a meno che non siamo proprio strasicuri della sua provenienza e del modo con cui è stata resa così bianca, è meglio non acquistarla. Molto meglio utilizzare una farina “1” oppure “2”, che risultano meno lavorate e più ricche di nutrienti. Far diventare una farina “bianca” vuol dire privarla di vitamine e sali minerali fondamentali, è ovvio poi che sarà diversa la reazione di una farina integrale a lievitazioni e cotture, dobbiamo però solo imparare a conoscerle e capire quali sono le ricette con cui è meglio utilizzarle, sbagliare e riprovare finché non siamo soddisfatti.

L’ideale sarebbe dedicare una giornata alla ricerca di mercatini biologici o dei mulini che ancora macinano il grano in maniera artigianale… Internet per queste cose è un valido aiutante! Ecco un’infografica, utile a chi ha voglia di imparare qualcosa in più su questo argomento…

farine
I 5 tipi di farine che devi assolutamente conoscere