mele biologiche

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La strega di Biancaneve faceva prima ad andare al supermercato.

Anche se sapessi che la fine del mondo è per domani, io andrei ancora oggi a piantare un albero di mele.

Lutero
14 Gennaio 2017

Il mio blog è nato per la voglia di condividere consigli e abitudini che sperimento in prima persona e dei quali penso possano essere d’aiuto a chi vuole migliorare il proprio stile di vita. Non ho mai scritto articoli di denuncia diretti a prodotti o modus vivendi che non condivido, perché penso che ognuno sia libero di mangiare, bere, vivere e morire come vuole. Tutto sommato dopo il mio incontro ravvicinato con un frutto probabilmente modificato, snaturato ma facilmente alla portata delle nostre tavole, credo che certe informazioni vadano per forza condivise per il bene comune.

Questo quindi sarà un articolo diverso dagli altri, sicuramente lungo da leggere, ma necessario da scrivere.

Storia triste di una mela immortale.

Cari lettori e lettrici di Naturalino, avete presente quante varietà di mele esistono sul mercato?
Beh sappiate che da oggi ce n’è una nuova: “la mela immortale”!

Era una calda mattinata di settembre (4 mesi fa) quando una mela bellissima dal colore rosato giunse in casa portata in dono. Accolta con un po’ di indifferenza insieme ad altra frutta, ella andò timidamente rotolando nell’angolo più remoto della dispensa, lucida e silenziosa nella speranza di non esser troppo notata.

Portava fiera sul petto un bollino bianco e verde, a garanzia dell’alta qualità biologica di una delle più famose catene della grande distribuzione italiana, sinonimo quindi di affidabilità.

mela immortale

Passarono i giorni, che diventarono mesi ed ella nel suo fresco angolino attese.

Arrivò l’inverno e tra un cambio e l’altro nella dispensa ci accorgemmo di quel nascondiglio… la rosea mela così come era arrivata, era rimasta. Lucida e brillante, non un ombra di vecchiaia sfiorava la sua pelle, un buchino, una macchia, il cedere all’età… nulla.

Incuriosita da questo apparir perfetto, ho diviso la mela in due immaginando fosse marcia dentro (dopo 4 mesi!) ma la sua polpa era candida e fresca, il profumo buono e i semi intatti.

Sgomento.

Lascio le due metà sul tavolo ed esco. Al rientro, dopo circa 4 ore, era tutto come avevo lasciato… nessun accenno di annerimento per via dell’ossidazione che normalmente accade, nessun cedimento.

mela

La mela di Biancaneve probabilmente sarebbe stata più sana di quella che avevo io davanti agli occhi.

La triste storia di una mela che viene spacciata per biologica, sicura e di qualità finisce lì, nella pattumiera.

La mia riflessione è che se vogliamo davvero dare un senso a ciò che mangiamo, facciamo uno sforzo in più e torniamo a fare la spesa dai piccoli fruttivendoli, che spesso hanno anche prodotti propri.

Se un frutto non è di stagione non compriamolo.

Se siamo costretti dagli impegni a fare la spesa della settimana in un giorno solo, troviamoci quei 2-3 punti sicuri dove sappiamo di poter acquistare davvero cose buone, invece di riempire il carrello in un super-iper-mercato di mele finte.

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Affidarsi alle belle parole di spot che millantano qualità e responsabilità serve solo a spegnere la nostra capacità decisionale. Non farò il nome dell’azienda solamente perché questo credo sia una costante comune a tutto il mondo della GDO. La stessa mela che è arrivata a me è venduta in tutti gli altri supermercati, cambia solo il bollino che porta il nome della catena.

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Sicuramente i prodotti chimici con cui queste mele sono trattate rispettano le normative europee, ma non sappiamo quanto siano davvero innocui per la salute… quindi se posso scegliere, evito! A tal proposito ecco un interessante articolo dell’Esperesso a riguardo.

In compenso, motivata da questa brutta esperienza, sotto consiglio di un’amica ho trovato un piccolo fruttivendolo autonomo a pochi km da casa. Da lui ho acquistato delle mele buonissime di produzione propria che non solo hanno un sapore intenso… ma marciscono pure se lasciate troppi giorni incustodite!

Buona riflessione a tutti.