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C’è aria di autunno e di spezie profumate

E questa nostra vita, via dalla folla, trova lingue negli alberi, libri nei ruscelli, prediche nelle pietre, e ovunque il bene.

William Shakespeare

16 agosto 2018

Sono seduta al tavolo della cucina in un raro momento di tranquillità.
Finalmente riesco a trovare il tempo e l’ispirazione per scrivere, sarà il profumo delle spezie che ho intorno?

Un paio di settimane fa ho raccolto la salvia, il basilico, l’erba pepe, la menta, il timo e l’origano.

Le ho legate ed appese in un angolo fresco, ombroso e ventilato così da farle essiccare bene.

Non ci è voluto molto in effetti con il caldo che ha fatto, ho poi sbriciolato, ripulito dai rametti e passato al mortaio il tutto e risposto le preziose polveri odorose nei vasetti.

Queste che vi ho elencato sono erbe officinali e aromatiche che non mancano mai nel mio giardino.
Utilizzo molto la salvia e la menta per infusi, decotti e sciroppi, mentre in estate il basilico, il timo e l’origano sono gli eroi indiscussi di ogni piatto!

In questo momento tutta la casa profuma di un mix di erbe così piacevole che nemmeno i tuoni ed il temporale che si appresta ad arrivare mi riescono a rattristare… ecco le piccole cose per cui essere felici, anche in momenti di malinconia…

 

 

 

Agosto è uno dei mesi più impegnativi per chi ha un orto, perché è il periodo in cui contemporaneamente si devono raccogliere i frutti estivi ed iniziare a fare pulizia e riordino nella terra per cominciare la nuova semina autunnale. Se si perde l’attimo, sarà difficile poi recuperare, con la Natura non si scherza!

Non dimentichiamoci poi che della verdura e della frutta raccolta ne va organizzata la conservazione. È il momento giusto per dedicarsi alle salse di pomodori, melanzane grigliate, zucchine sott’olio e marmellate di frutta, succhi… insomma per chi vive la campagna agosto è un mese di lavoro, altro che vacanze!

 

 

Quest’aria fresca che entra dalla finestra mi fa sentire energica e pronta a rimboccarmi le maniche… l’estate non è ancora finita, ma credo che prima di uscire per dedicarmi alla semina di cicoria e broccoletti (questo è il momento giusto), mi regalerò un buon tea cannella e arancia, sognando l’autunno!

Orto, consociazione e Solstizio… un tris vincente!

Una casa senza un giardino o un orto è come se fosse incompleta.

A. Bronson Alcott
21 Giugno 2017

Mi piace sbirciare l’orto dai rami degli alberi.
Mi fa sentire come parte di quel mondo fatato, nascosto tra le cortecce e il muschio, le foglie rampicanti e i fiori…

Il mio orto è proprio come me: ingarbugliato e caotico.

L’esperimento della consociazione comunque è andato avanti, non ho utilizzato nessun pesticida nonostante le tantissime formiche e pidocchietti, ho solamente vaporizzato ogni giorno con macerato d’aglio e ortica ed annaffiato tutte le sere al tramonto.

Per una buona consociazione tra le specie i miei pomodori convivono sereni con basilico e fiori di tagete; i cavolfiori con le verze si divertono parecchio accanto alle patate che han stretto amicizia con zucche e zucchine.
Le zucche luffe infoltiscono le foglie accanto alle biete che crescono ribelli… le carote non sono state un granché simpatiche invece.

orto consociativo

orto consociativo orto consociativo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In un angolo remoto si incrociano meloni, melanzane e cocomeri, mentre i fagiolini sonnecchiano sotto il pero e l’ulivo, lentamente vengono su…

Non sono stata molto fortunata con le stagioni, il gelo prima e ora la siccità stanno mettendo a dura prova la mia pazienza ma Madre Natura ha voluto comunque regalarmi i suoi frutti con mia grande soddisfazione, proprio durante il Solstizio!

Oggi ho raccolto i primi pomodori e li ho conditi con olio, aglio e basilico tutto di produzione propria.

Pomodori piccini ma con il sapore dell’autenticità e della fatica… con questo contorno semplice la mia casa si è riempita del profumo dell’estate. Sì, ne è valsa la pena!

 

 

 

 

 

 

 

 

Piccola riflessione:

Oggi è un giorno importantissimo per chi ama la Natura. Il Solstizio estivo è un giorno di Luce, di apertura e chiusura di cerchi, progetti, idee, situazioni… i veli tra i mondi si fanno sottili e chi ha la capacità di “sentire” se ne accorgerà… buona estate!

Orto e consociazione: pomodori e basilico, la coppia perfetta!

Aprile è il mese in cui Madre Natura indossa il suo vestito più bello e sfila per le strade del nostro bel paese…

Se vi guardate intorno infatti noterete un verde più acceso ovunque, nei parchi o per le campagne.

Fiori e piante si muovono adesso in pompa magna per fare presto spazio ai gustosi frutti estivi.

frutti ciliegio
Il ciliegio si prepara, dopo i fiori bianchi arrivano i primi timidi frutti!
albero fichi frutti
Anche i primi fichi iniziano a spuntare…

Dai mandorli alle pere, dai ciliegi alle lavande nel mio orto-giardino è finalmente sparito l’arido paesaggio invernale lasciando il posto ad un allegro quadro di colori.

La cosa che mi rende più felice è il rumore laborioso delle api che vengono ad apprezzare il nettare di tutti i fiori selvatici o coltivati che ho sparsi in giro… in un caos che mi contraddistingue!

Api sui fiori

Le vedo indaffarate passare dai petali bianchi dei peri a quelli rosati delle mele cotogne, per poi continuare le danze tra le margherite e la lavanda. Chissà che buon miele stanno per produrre…

Api sui fiori

Nel frattempo che gli alberi si preparano a far sbocciare i loro frutti, nel mio orto è tempo di pensare alle piante aromatiche ed ai fiori giusti da mettere accanto a pomodori, zucche, legumi ed insalate varie. Per sperimentare la consociazione tra specie tra poco pianterò basilico e salvia, fiori di tagete e girasoli!

Il basilico accanto ai pomodori donerà loro più sapore e terrà lontani gli insetti confondendoli con il suo profumo. È esattamente come a tavola quando prepariamo una fresca caprese!

Piantina di pomodori
Piantina di pomodori

Anche la menta, il prezzemolo e il rosmarino aiuteranno come antiparassitari naturali, oltre al macerato di aglio fatto in casa che è perfetto per tenere alla larga cimici, lumachine e pidocchietti vari (ne ho parlato in questo articolo). In fine, se riuscirò a piantare i girasoli sul bordo dell’orto attirerò farfalle, api e magari terrò lontano qualche uccello troppo goloso!

Rosmarino
Salvia

Per non rischiare aspetterò ancora qualche giorno, dato che si prevede un calo delle temperature in settimana… nel frattempo raccolgo l’insalata che è già grande, qualche cipollotto fresco e mi preparo un pranzo dal sapore quasi estivo!

Insalata fresca

Orto e consociazione… non ne so nulla, ma ci provo! – parte I

Ci siamo. È realmente arrivata la primavera!

Sono mancata un po’ dal blog perché in questo periodo ho lavorato alla realizzazione di un progetto abbastanza impegnativo, soprattutto per me che sono partita da quasi zero! Se siete curiosi di sapere come realizzare un orto con una logica di consociazione tra specie diverse, piccolo o grande che sia, questo è l’articolo giusto da cui partire!

Orto da zero… a sotto zero

Con uno spazio di circa 400 metri quadrati, tanti libri, internet e i preziosi consigli di chi ne sa sicuramente molto più di me, ho iniziato questa avventura.
Vorrei avere un orto dove sperimentare la consociazione, ovvero la convivenza pacifica tra specie di verdure, spezie, fiori diverse che possano fortificarsi e migliorare la qualità del raccolto a vicenda, senza l’uso di strumenti artificiali o chimici.

Ho cominciato preparando il terreno con una vangatura abbastanza profonda, soprattutto dopo i giorni di freddo immenso che abbiamo avuto a gennaio e febbraio. Per smuovere bene la terra è necessaria una vanga (se lo spazio è piccolo) oppure una motozappa o trattorino.

Vangatura

Quando le temperature scendono sotto lo zero il gelo penetra nella terra e la spacca creando delle zolle, il che è un bene perché approfittando poi della prima bella giornata di sole con poca umidità, vangare la terra è un piacere!
Gennaio è stato il mese in cui ho ristrutturato gli strumenti necessari a questa avventura contadina, quindi una volta recuperate vecchie zappe, rastrelli, cariole e vanghe ho sistemato un piccolo angolo per la rimessa degli attrezzi ed iniziato a progettare una mappa dell’orto con tutto ciò che avrei voluto piantare.

Avendo come obiettivo massimizzare l’autoproduzione ed il rispetto per i ritmi della Natura, ho pensato che recuperare un pollaio e allargare la famiglia con qualche gallina, fosse una buona idea per poter dare un senso agli scarti della verdura ed iniziare anche con la produzione di compost naturale.

Pulizia pollaio
Pulizia pollaio
Concime naturale
Concime naturale

È consigliabile, prima che arrivi il troppo caldo, fertilizzare il terreno soprattutto alla base di ulivi e alberi da frutto. Ovviamente non avrei mai pensato di utilizzare qualcosa di chimico, così grazie alla quotidiana pulizia del pollaio (da cacche e scarti di cibo) e grazie anche alla gentile concessione di un allevatore di bufale (non vi dico la gioia quella mattina: io, una pala dell’anteguerra, secchi vuoti e tanta cacca…) mi sono fatta una bella scorta di concime naturale che ho mescolato alla terra; seguendo poi i consigli dei contadini ad inizio febbraio ho piantato i primi semi!

Concime naturale

Fave e piselli, che resistono al freddo, sono stati i primi ospiti del mio orto, mentre a carnevale (quest’anno a fine febbraio) è stato il turno delle patate.

fave
Fave
Piselli
Piselli

Marzo e la sua temperatura più mite ha accolto vari tipi di insalate, carote, pomodori, zucchine, zucche, cetrioli e melanzane (ho trapiantato direttamente le piantine) ed ho seminato a pieno campo cicoria e spinaci.

Piantina di melanzana
Piantina di melanzana

Questo è solo l’inizio! Come dicevo nel progetto del mio orto seguirò una logica di consociazione, che vuol dire far crescere vicine delle specie di piante che possano trarre beneficio le une dalle altre rispettandosi… se siete curiosi leggete anche il prossimo articolo, se avete consigli scrivetemi ed incrociate le dita con me!

Il sale fa bene! Se guardato sotto una “luce” diversa…

Lavorate in luoghi chiusi, con aria condizionata e computer? Oppure in casa siete circondati da TV, modem, elettrodomestici, cellulari e avete spesso emicrania, cattivo umore e spossatezza?

Ebbene mi son messa alla ricerca della soluzione a questo comune “problema” e l’ho trovata proprio nel sale… se trasformato in una bellissima lampada!

lampade di sale rosa
Lampade di sale rosa

In particolare parliamo di sale rosa dell’Himalaya, molto utilizzato sia in cucina che nella cromoterapia. Con il loro colore tenue ed ambrato infatti le lampade di sale rosa diffondono una luce soft e rilassante, in grado di attenuare stress ed ansia e donare una sensazione generale di benessere.
Queste sculture naturali nascondono delle proprietà benefiche per il nostro organismo, sono in grado di rendere l’aria dell’ambiente in cui si trovano molto più salubre eliminando innanzitutto umidità e quindi rischio di muffe e trasformando gli ioni positivi in negativi, un processo che riduce i danni delle cariche elettromagnetiche. Non a caso molti le tengono sulla scrivania accanto al computer oppure vicino ai televisori…

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Perché fanno così bene?

È ormai risaputo che nei luoghi in cui l’aria non viene cambiata spesso, dove si fa uso di condizionatori e si trovano anche apparecchiature elettroniche, c’è una densità maggiore di ioni positivi che sono causa a lungo andare di malesseri come stress, emicranie, abbassamento del sistema immunitario fino anche alla depressione.

Posizionare in questi luoghi delle lampade di sale ci aiuta a risolvere in gran parte il problema, poiché la salgemma è uno ionizzatore naturale in grado di riequilibrare gli scompensi in poche ore.

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I luoghi dove c’è maggiore concentrazione di ioni negativi (quindi buoni per l’organismo) si trovano ovviamente all’aperto, in particolare nei pressi di spiagge, cascate, torrenti e aperta campagna. Dato che non tutti hanno la fortuna di vivere costantemente in questi luoghi meravigliosi, la soluzione è attrezzarsi per portare un po’ di brezza in casa!


Avete presente la bella sensazione che si ha ad esempio respirando a pieni polmoni dopo un temporale? Questo accade perché l’aria è appunto ionizzata in negativo e pulita ed è la stessa sensazione che si può ottenere con questi gioielli regalati dalla Natura.

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Acquistale oppure fai da te che è meglio!

Le lampade di sale si trovano tranquillamente nei negozi di arredamento ma anche online, i costi vanno da un minimo di 15-20 Euro per quelle più piccole, a salire. Se avete però fantasia e tempo a disposizione si possono realizzare in casa, in un modo davvero semplice ed economico!

Come sempre per Naturalino cerco la soluzione più autoproduttiva e green, così navigando nel maremagnum del web ho scoperto che dei bei pezzi di sale rosa dell’Himalaya si possono acquistare a prezzi molto contenuti (meno di 5 Euro per un pezzo da un paio di kg) nei reparti dedicati all’equitazione, ad esempio da Decathlon.

Pezzo di sale rosa dell'Himalaya
Pezzo di sale rosa dell’Himalaya preso nel reparto di equitazione di Decathlon – altezza circa 20 cm

Non sono esperta nel campo, ma pare che queste “caramellone” salate siano molto apprezzate dai cavalli, hanno esattamente la forma che occorre per una lampada media ed anche un foro centrale.

Il sale rosa sprigiona ioni negativi quando è surriscaldato, quindi è necessario inserire all’interno del foro un piccolo portalampada (possiamo riciclarne uno da una vecchia abat-jour o acquistarlo con pochi Euro), oppure utilizzare semplicemente una candela.

Pezzo di sale rosa dell'Himalaya preso nel reparto di equitazione di Decathlon

La lampada va lasciata accesa almeno per 5-6 ore consecutive, possibilmente dopo aver arieggiato la stanza. Noterete nei giorni successivi una diminuzione dell’umidità e, nel tempo, un miglioramento generale della salute e dell’umore.
Inoltre se osservate ogni pezzo di sale è unico ed ha delle forme, dei riflessi e dei dettagli particolari… con un oggetto molto semplice creerete dei punti luce davvero belli in casa o in ufficio. Provare per credere…

La strega di Biancaneve faceva prima ad andare al supermercato.

Anche se sapessi che la fine del mondo è per domani, io andrei ancora oggi a piantare un albero di mele.

Lutero
14 Gennaio 2017

Il mio blog è nato per la voglia di condividere consigli e abitudini che sperimento in prima persona e dei quali penso possano essere d’aiuto a chi vuole migliorare il proprio stile di vita. Non ho mai scritto articoli di denuncia diretti a prodotti o modus vivendi che non condivido, perché penso che ognuno sia libero di mangiare, bere, vivere e morire come vuole. Tutto sommato dopo il mio incontro ravvicinato con un frutto probabilmente modificato, snaturato ma facilmente alla portata delle nostre tavole, credo che certe informazioni vadano per forza condivise per il bene comune.

Questo quindi sarà un articolo diverso dagli altri, sicuramente lungo da leggere, ma necessario da scrivere.

Storia triste di una mela immortale.

Cari lettori e lettrici di Naturalino, avete presente quante varietà di mele esistono sul mercato?
Beh sappiate che da oggi ce n’è una nuova: “la mela immortale”!

Era una calda mattinata di settembre (4 mesi fa) quando una mela bellissima dal colore rosato giunse in casa portata in dono. Accolta con un po’ di indifferenza insieme ad altra frutta, ella andò timidamente rotolando nell’angolo più remoto della dispensa, lucida e silenziosa nella speranza di non esser troppo notata.

Portava fiera sul petto un bollino bianco e verde, a garanzia dell’alta qualità biologica di una delle più famose catene della grande distribuzione italiana, sinonimo quindi di affidabilità.

mela immortale

Passarono i giorni, che diventarono mesi ed ella nel suo fresco angolino attese.

Arrivò l’inverno e tra un cambio e l’altro nella dispensa ci accorgemmo di quel nascondiglio… la rosea mela così come era arrivata, era rimasta. Lucida e brillante, non un ombra di vecchiaia sfiorava la sua pelle, un buchino, una macchia, il cedere all’età… nulla.

Incuriosita da questo apparir perfetto, ho diviso la mela in due immaginando fosse marcia dentro (dopo 4 mesi!) ma la sua polpa era candida e fresca, il profumo buono e i semi intatti.

Sgomento.

Lascio le due metà sul tavolo ed esco. Al rientro, dopo circa 4 ore, era tutto come avevo lasciato… nessun accenno di annerimento per via dell’ossidazione che normalmente accade, nessun cedimento.

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La mela di Biancaneve probabilmente sarebbe stata più sana di quella che avevo io davanti agli occhi.

La triste storia di una mela che viene spacciata per biologica, sicura e di qualità finisce lì, nella pattumiera.

La mia riflessione è che se vogliamo davvero dare un senso a ciò che mangiamo, facciamo uno sforzo in più e torniamo a fare la spesa dai piccoli fruttivendoli, che spesso hanno anche prodotti propri.

Se un frutto non è di stagione non compriamolo.

Se siamo costretti dagli impegni a fare la spesa della settimana in un giorno solo, troviamoci quei 2-3 punti sicuri dove sappiamo di poter acquistare davvero cose buone, invece di riempire il carrello in un super-iper-mercato di mele finte.

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Affidarsi alle belle parole di spot che millantano qualità e responsabilità serve solo a spegnere la nostra capacità decisionale. Non farò il nome dell’azienda solamente perché questo credo sia una costante comune a tutto il mondo della GDO. La stessa mela che è arrivata a me è venduta in tutti gli altri supermercati, cambia solo il bollino che porta il nome della catena.

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Sicuramente i prodotti chimici con cui queste mele sono trattate rispettano le normative europee, ma non sappiamo quanto siano davvero innocui per la salute… quindi se posso scegliere, evito! A tal proposito ecco un interessante articolo dell’Esperesso a riguardo.

In compenso, motivata da questa brutta esperienza, sotto consiglio di un’amica ho trovato un piccolo fruttivendolo autonomo a pochi km da casa. Da lui ho acquistato delle mele buonissime di produzione propria che non solo hanno un sapore intenso… ma marciscono pure se lasciate troppi giorni incustodite!

Buona riflessione a tutti.

La felicità è nelle cose semplici: farinata di ceci per tutti!

Impara a cucinare, prova nuove ricette, impara dai tuoi errori, non avere paura, ma soprattutto divertiti.

Julia Child

Quando avete voglia di un antipasto (ma anche di un primo…) gustoso e semplice provate a preparare una farinata di ceci!

farinata di ceci
Farinata di ceci

Per via di alcuni accorgimenti che bisognava avere per rispettare la ricetta originaria ligure, non l’ho mai cucinata, fino a quando mi son detta che potevo pure azzardare una versione meno “pura”, tanto per provare… beh il risultato è stato così buono che ho replicato per due giorni di fila! Ecco la mia versione.

Ingredienti

200 grammi di farina di ceci

600 ml di acqua

6 grammi di sale

30 grammi di olio extravergine di oliva

Preparazione

La farinata va fatta riposare 6-8 ore quindi io l’ho preparata intorno alle 11 della mattina per averla pronta per cena.

In una ciotola setacciare la farina di ceci che essendo l’ingrediente principe di questo piatto è ovviamente auspicabile che sia di ottima qualità. Aggiungere l’acqua lentamente mescolando bene in modo che non si formino dei grumi.

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Aggiungere il sale e lasciare riposare coperto. Dopo un’oretta aprire e togliere la schiuma che si sarà formata in superficie, mescolare di tanto in tanto. Un’ora prima di infornare rimescolare tutto bene.

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Con il forno caldo a 250 gradi (di più se possibile) versare l’olio sulla teglia che nella preparazione originaria dovrebbe essere di rame, io ho usato una normale teglia da forno. Abbiate cura che tutta la superficie sia oleata uniformemente.
Tenere la teglia per un minuto nel forno caldo facendo molta attenzione che l’olio non bruci!

Una volta calda estrarla e versare l’impasto della farinata mescolandolo all’olio.
A questo punto si può infornare per 20 minuti a 250 °C e se possibile ulteriori 5 minuti alla fine in funzione grill. La farinata sarà pronta quando la superficie sarà dorata e croccante.

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Potete mangiarla così com’è oppure accompagnarla con verdure, salse, rosmarino o una spolverata di pepe!

Buon appetito!

Tra Scandinavia e Italia: quando il design in cucina si tinge di green!

Noi amanti della cucina a 360 gradi; noi che tra un fornello acceso, una pentola che borbotta e un dolce nel forno riversiamo la nostra creatività in questo luogo ricco di alchimia e amore.

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Quante volte ci vantiamo di preparare raffinatezze biologiche, super-green e con ingredienti selezionati senza però far troppo caso agli strumenti che utilizziamo per cucinarle?

Avete mai pensato a quanta plastica o carta si produce in cucina tra accessori, utensili, confezioni che di solito acquistiamo senza prestare particolare attenzione? Barattoli, strofinacci, scatoline e scatolette… escluso qualche caso eccezionale se ci pensate bene per il nostro uso quotidiano in cucina siamo circondati da oggetti il più delle volte di provenienza industriale (quindi 9 volte su 10 di plastica) e non ci accorgiamo che molti di essi potrebbero essere sostituiti con cose artigianali che hanno un impatto più basso sull’ambiente.

Con questa idea in mente ho girovagato in cerca di regali e mi sono imbattuta in uno store online molto particolare chiamato Frän Designs. Un vero colpo di fulmine!
Con gli occhi a forma di cuore ho spulciato lo store ed ho trovato degli accessori per la cucina originali ed in linea con la mia filosofia green.

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Zero plastica, design raffinato ma economico, produzione a basso impatto ambientale e 100×100 riciclabile!

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Incuriosita ho voluto approfondire, così ho chiesto alla creatrice di questo progetto – Francesca Miele, di raccontarmi di cosa si tratta nello specifico. Quello che ho scoperto mi ha aperto un mondo fatto di tessuti antichi, oggetti semplici, stampe ecologiche, creatività scandinava e calore mediterraneo.

 

Francesca Miele ideatrice di Fran Designs
Francesca Miele ideatrice di Fran Designs

Godetevi l’intervista, spero possa ispirare anche voi…

Chi è Frän Designs?
Frän Designs nasce 5 anni fa dalla passione per il design scandinavo anni 50 e l’amore per la cucina (ho una collezione di ceramiche proprio di questo periodo che cresce ogni giorno, in parte ereditate ed in parte trovate nei vari mercatini in giro per il mondo).

Cosa proponi di innovativo? Quale è la particolarità dei tuoi prodotti?
Progetto, disegno e realizzo tessuti, accessori e stampe dedicate ad uno dei luoghi per me più importanti della casa, quello dove ogni giorno creatività e chimica si uniscono, ovvero la cucina.

Cucinare non è solo espressione di se stessi ma anche e soprattutto un atto d’amore, il più antico che esista, forse proprio pensando a questo ho voluto creare una linea di accessori che potessero rendere questo momento ancora più bello.

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Da dove nasce l’idea e questa passione?
La linea prende ispirazione da tante cose, c’è la passione per il design nordico mischiato con i ricordi della dispensa della zia, dove tutto era conservato in sacchetti di juta o di lino. C’è l’attenzione nel voler creare un prodotto che duri anni, che sia riciclabile e soprattutto che non inquini.

Quali materiali utilizzi e perché i tuoi prodotti hanno basso impatto sull’ambiente?
I materiali che utilizzo sono principalmente il lino puro, ma anche cotone, canapa, tutti tessuti belli da vedere, versatili e soprattutto resistenti e riciclabili.

Per la stampa delle stoffe, mi rivolgo a thecolorsoup, una start up italiana che utilizza una tecnica di stampa che permette un consistente risparmio dell’energia e dell’acqua utilizzata e la riduzione fino al 25% delle emissioni di CO2, rispetto al metodo classico di stampa che generalmente viene utilizzato dalle grandi aziende.

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Cosa pensi del mercato italiano sul settore “ecologico”?
Su questo punto mi piacerebbe soffermarmi un momento di più perché penso sia importante sottolineare alcuni concetti. Anche se non sembra, in questi ultimi anni, l’attenzione all’ambiente nel nostro paese è nettamente migliorata. Abbiamo iniziato nell’intimità della nostra casa cercando di ridurre lo spreco del cibo, accendendo il riscaldamento solo quando serve, utilizzando detersivi poco inquinanti, fino ad arrivare alle piccole/ medie attività che hanno fatto della filosofia “green” una realtà che vivono e che diffondono con i loro prodotti.

Dove possiamo trovare i tuoi bellissimi prodotti?
Ho aperto da poco uno shop su Etsy (frandesignstore.etsy.com) dove si possono vedere ed acquistare i miei prodotti.

etsy-frandesigns
Store Online Etsy

Chiudiamo l’intervista a Frän Designs con una citazione di Seneca a cui Francesca Miele è legata, e le auguriamo di riempire presto le cucine con le sue creazioni genuine e sfiziose!

La fortuna non esiste, esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione.” (Seneca)

Una caccia al tesoro alternativa: alla ricerca di erbe spontanee!

Avete mai passeggiato in campagna in questo periodo? Colori, profumi, suoni… la Natura si tinge di giallo, verde, oro e come un quadro meraviglioso mostra tutta la sua bellezza in ogni centimetro di spazio!

 

Autumn Palette

In autunno mi diverto a sbirciare tra i prati, sotto gli alberi e cercare quelli che io chiamo “doni di Madre Natura”, ovvero erbe spontanee e selvatiche che, se si è in grado di riconoscere, possono arricchire le nostre tavole e soprattutto la nostra salute!

Quello delle erbe è un viaggio lunghissimo e non è con un articolo di un piccolo blog che si può affrontare, ma voglio portarvi qualche minuto con me nel mio giardino e farvi vedere in pochi minuti cosa ho trovato di buono e come l’ho utilizzato…

Cicoria e Tarassaco

Quante volte viene acquistata questa verdura al supermercato, fresca o congelata? Eppure c’è la sua cugina “selvatica” che è una vera e propria ghiottoneria e non è così difficile da trovare nei prati!

La cicoria nella versione spontanea si presenta come una piantina piccola e schiacciata a terra. Bisogna saperla riconoscere perché è molto simile a tante altre erbe che però non sono molto buone da mangiare.

Qui ho fotografato cicoria e tarassaco, chiamato dalle mie parti “pisciacane o piscialletto” per le sue note proprietà depurative.

Cicoria selvatica
Cicoria selvatica

Del tarassaco in erboristeria si usano molto i fiori per infusi e tisane che aiutano appunto nel drenaggio dei liquidi.

Tarassaco
Tarassaco

È sufficiente raccogliere queste piantine, privarle delle foglie rovinate e della radice, pulirle bene dalla terra e lessarle in acqua bollente. Si usa ripassarle in padella con un soffritto di aglio e peperoncino. Il sapore è molto più deciso e la consistenza delicata, se non l’avete mai provata la cicoria selvatica sarà una vera e propria scoperta per il vostro palato!

Mentuccia

Una volta caduta a terra anche solo una fogliolina di mentuccia, non ve ne libererete mai più!

Mentuccia
Mentuccia

Questa pianta aromatica è capitata nel mio giardino probabilmente per “contagio” ed è stata poi una vera e propria invasione! La mentuccia è una spezia tipica del centro Italia, molto usata nella cucina romana. Personalmente la adoro! Il suo aspetto è molto simile alla menta, ma più piccola, ecco forse perché “mentuccia”. L’odore è inconfondibile, basta anche solo calpestarla per esserne inebriati. É molto buona essiccata per arricchire salse al pomodoro, oppure fresca esalterà il sapore di carciofi, insalate e verdure arrosto!

Origano

Si presenta a cespugli che possono diventare anche molto grandi, in primavera poi quando fiorisce sarà un trionfo di fiorellini!

Origano
Origano

Come la mentuccia anche l’origano si può trovare selvatico per la campagna, oppure possiamo trapiantarlo comodamente sul balcone. La fa un po’ da padrone nella cucina mediterranea assieme al basilico ed al rosmarino, si usa principalmente essiccato.

Si possono raccogliere sia le foglie che le infiorescenze in qualsiasi periodo, anche se tra giugno e settembre, quindi in piena fioritura, darà il meglio di sé come sapore!

Viene adoperato in cucina per arricchire piatti a base di pomodoro come salse, insalate estive, sughi…

Malva

Questa è una pianta spontanea straordinaria sulla quale ci soffermeremo in futuro per un articolo specifico.

Malva
Malva

Più che in cucina la malva si conosce come rimedio erboristico, basti pensare che in antichità veniva denominata “omnis morbi” ossia il rimedio per ogni male. Della malva si utilizza tutto: fiori, foglie e radici utili per fare tisane, infusi e decotti a seconda di ciò che ci occorre curare.
Questa pianta spontanea meravigliosa ci può aiutare a combattere cistiti, gastriti, problemi influenzali, irritazioni cutanee, reflusso esofageo e problemi di colon irritabile.

Quando farete la prossima passeggiata in campagna portate un cestino e aguzzate la vista!

Buona raccolta!

Invasi dalle cimici verdi? Niente paura, abbiamo trovato il rimedio!

Sono piccole, tante, imprevedibili, rumorose e puzzose. Esatto stiamo parlando delle odiatissime cimici verdi che invadono le nostre case in autunno.

repellente naturale cimici verdi

Questi poveri insetti sono probabilmente i secondi odiati dagli uomini dopo le zanzare, non fanno niente di male, anzi sono praticamente innocue, ma ammettiamolo: sarebbe bello poter stendere i panni al sole, aprire le finestre, coltivare un orto senza ritrovarsele dappertutto!

Esistono in commercio molti repellenti chimici che potrebbero ucciderle, ma io preferisco agire il più possibile in maniera naturale e rispettare sia l’ambiente che gli animali, per quanto antipatici siano… Così ho trovato la soluzione alle cimici (e non solo) in questo macerato d’aglio molto semplice da preparare in casa! 

repellente naturale cimici verdi - aglio

DOSI E QUANTITÀ

100 gr di bulbi d’aglio

10 litri di acqua

10 cucchiai di sapone di Marsiglia liquido

PREPARAZIONE

Tritare l’aglio e unirlo all’acqua e sapone. Mescolare bene il tutto e lasciare macerare per 48 ore. Filtrare in un contenitore spray e vaporizzare ogni sera direttamente sulle zone colpite dalle cimici, pareti esterne della casa, vasi, angoli del terrazzo, terreni. Nell’orto sarà inoltre un ottimo repellente anche per lumache, afidi e insetti golosi delle nostre verdure!

repellente naturale cimici verdi - spray

Cimici addio!